Ca' delle Mosche

Il Bosco di Ca' delle Mosche

Dal 1997 è in corso la riconversione di un appezzamento agricolo a fini di riqualificazione ambientale, con l'intento di ricostituire alle porte di Crema una porzione di territorio dove sia possibile preservare il maggior numero delle specie caratteristiche della pianura Lombarda, con particolare riguardo alla provincia di Cremona e al Cremasco. L'appezzamento ha un estensione di circa 8 ettari ed è diviso in 5 parcelle dal reticolo dei canali di irrigazione e da una campereccia.


Foto aerea dell'appezzamento, estate 1998

Nella primavera del 1997 il terreno era completamente nudo, al termine di un'annata agraria in cui tutte le parcelle erano state coltivate a mays. Anche gli stocchi di granturco erano stati rimossi dal terreno dal precedente conduttore del fondo, e le uniche tracce di vegetazione erano rinvenibili solo lungo strette fasce lungo le sponde dei fossi e della campereccia. Le alberature erano presenti solo lungo la roggia Menasciutto, costituite da ceppaie di platani, sambuchi e sporadici aceri negundo, ceduate ultimamente ogni anno (al fine di ammazzarle?) fino all'inverno del 1995.


Planimetria schematica del bosco

A partire dalla primavera 1997 si è provveduto al trapianto di specie arboree, disponendo le piantine secondo delle spirali, via via accresciute a partire dal loro centro, in modo da evitare allineamenti evidentemente artificiali per un osservatore posto sul piano campagna. La messa a dimora di piantine è proseguita nel corso degli anni, contemporaneamente alle operazione di pichettatura di plantule nate spontaneamente negli incolti, sia per effetto delle diverse strategie naturali per la dispersione dei semi, sia per effetto dello spargimento sul terreno di frutti raccolti nelle campagne circostanti.

Man mano che le piantine venivano introdotte o rinvenute queste venivano conteggiate in un apposito elenco AlberiBo.txt; inizialmente venivano anche depennate le piantine che non sopravvivevano al trapianto (in numero assai ridotto, trattandosi di esemplari molto giovani), ma poi si è rinunciato, diventando impossibile ricordarsi a quale specie fosse stato affiancato un tutore poi rinvenuto privo di pupilla. In compenso si è anche smesso di conteggiare piante e arbusti spontanei di grande diffusione, come platani, sambuchi, sanguinelli e, in epoca più recente, anche spino cervino e lantane che si sono diffuse in abbondanza. Talune specie particolarmente invasive sono state inizialmente soppresse o fortemente limitate nella loro diffusione: ailanto, acero negundo e riccio, robinie. Attualmente, avendo già assunto una notevole consistenza la presenza delle specie desiderate, tale pratica viene limitata al solo ailanto. Non viene conteggiata la presenza dei rovi, che pure andrebbero considerati fra le piante arbustive, comunque sin troppo abbondante, tanto da richiederne il contenimento con periodiche operazioni di sfalcio.
 


Il bosco nell'ottobre del 2001

      
Le spirali SP1 e SP2, estate 2006

Nel corso del 1998 è stato scavato un piccolo stagno, formando con il terreno di scavo due piccoli rilievi, il primo, adiacente allo stagno, utilizzando gli strati più superficiali del terreno (argillosi/limosi), il secondo, più discosto, utilizzando gli strati inferiori, costituiti da sabbie e ghiaie. In questo modo si è voluto realizzare un'ambiente favorevole all'insediamento di piante acquatiche da un lato, e di specie xerofile dall'altro. Le dimensioni effettive dello stagno e del rilievo centrale sono in realtà decisamente minore di quelle riportate nel disegno, cosa che susciterà la comprensione di tutti coloro che avessero provato a scavare una buca profonda due metri utilizzando soltanto la pala basculante di un trattore agricolo da 70 CV. Mi sono accontentato del risultato raggiunto al termine di un anno di scavi.
 

      
Lo stagno, ottobre 2001 e luglio 2006

Oltre alle specie arboree, si sono anche trapiantate numerose specie erbacee, prelevate direttamente negli ambienti naturali in cui sono state rinvenute, cercando di localizzarle in posizioni che meglio riproducessero le condizioni ambientali del luogo di ritrovamento. Naturalmente si è avuto cura di effettuare i prelievi solo in presenza di popolazioni abbondanti della specie prelevata e sempre in un numero ridottissimo di esemplari (uno o due).

Tutte le specie apparse nell'appezzamento sono state censite e la loro presenza verificata anno dopo anno, cercando di ottenere un quadro che mettesse in evidenza le avventizie effimere, gli insediamenti persistenti, il successo dei trapianti, in una parola l'evoluzione della flora nel corso degli anni.

Il file ElSpeBo.txt elenca i taxa rinvenuti anno dopo anno all'interno dell'appezzamento. In esso vengono riportate le seguenti informazioni:

No

=

numero d'ordine

Specie

=

nome della specie

habitat

=

indicazioni sulla localizzazione

freq.

=

frequenza della distribuzione

a97...a02

=

genesi della specie nei diversi anni

Quest'ultima indica se la specie risultasse già presente all'inizio della rilevazione (O = Originaria), apparsa successivamente in modo spontaneo (S = Spontanea), introdotta volontariamente (I = Introdotta) o accidentalmente (A = Accidentale) nel corso dell'anno e infine per effetto dei trapianti avvenuti negli anni precedenti (N = Naturalizzata). Le specie accidentali sono quelle introdotte involontariamente con il pane di terra che avvolgeva le radici di esemplari trapiantati. Tale pane può contenere semi o piantine di specie presenti nel luogo di provenienza dell'esemplare o nella terra e terriccio utilizzato per i travasi durante il periodo di ambientamento.

Per ulteriori informazioni o eventuali visite mandatemi una e-mail.

Franco Giordana Cltr.
C.na Ca' delle Mosche, Via Cremona 104 - 26013 Crema CR
E-mail: francoGRD[chiocciola]gmail.com
tel. casa: 0373-259278

Ultimo aggiornamento: 13 Lug 2006