From: "GIOVANNI PERICO" Mon May 01 21:45:32 2000 Innanzitutto grazie per i dati passati. La tue fugace scorribanda, fuori giurisdizione, ha portato ben 11 specie nuove. Mi par di capire che su questo quadrante Zanotti non ha certo "osato" come nello 05233, dove anche l'impossibile è stato trovato. Se ne deduce che una ripassatina ai luoghi non nuocerà di certo, fosse anche solo per vedere il mai trovato "Bromus tectorum" (così almeno avrà fine il palpeggio del fratello "sterils"). Niente Fragarie nell'uscita con Zanotti ? Mi piange il cuore tutte le volte che arrivano notizie su nuovi colpi ai pochi ambienti naturali della bassa. Vorrei vedere prima di invecchiare un'inversione di tendenza. Per il Carex flacca raccolto nei pressi del rondò di Rivolta, non si hanno più notizie, Eugenio non lo trova tra i suoi resti della gita. Ho ritrovato altre 2 volte "Cerastium brachypetalum", anche se sempre dalle mie parti; parrebbe una pianta comune, la somiglianza con "semidecandrum" è sempre forte ========================== From giordana@garz.net Tue May 23 23:58:16 2000, latest/86 Subject: Re: dolori e gioie >Noto anch'io con piacere che Buglossoides arvensis (L.) Johnston è arrivato >anche da me a Capo di Ponte forse con il treno (immagino per te sia una >presenza abituale) > Per nulla abituale. quella timida piantina è ormai relegata a poche rive, risparmiate dall'ingordo mays. Meglio che venga a rifugiarsi da te, forsa potrà avere miglior sorte. Tra gli altri ritrovamenti interessanti in quel di Moscazzano anche Rosa arvensis (segnalata nell'800, prima segnalazione recente) Crepis nicaeensis, già osservata una volta, a qualche km da lì Bromus transsylvanicus, seconda segnalazione Valerianella rimosa, trovata poche volte, sempre da quelle parti Thalictrum exaltatum, abbastanza diverso da Th.lucidum, molto più frequente. La mia amica Andreana, che ha la fortuna di ospitare nel suo giardino l'unico esemplare noto di Cephalanthera rubra, mi ha confermato la sua presenza anche quest'anno, e dice che sta bene. Qualche buona notizia! ============================ From ProsserFilippo@museocivico.rovereto.tn.it Mon Jun 5 17:07:07 2000, latest/109 Nelle ultime "puntate" del forum sono comparse varie specie che mi incuriosiscono (e in qualche caso mi fanno un po' di invidia) * Crepis nicaeensis (specie ignota: ci sarà anche in Trentino?) * Agropyron caninum (da noi difficilmente a quota così bassa) * Calystegia sylvatica (l'ho notata per caso una decina di giorni fa presso Erba per puro caso tornando dalla Grigna: confermo che è certo più diffusa di quello che si pensi; c'è anche nelle zone più calde del Trentino) * Dichondra micrantha (non tende a spontaneizzare in Trentino) * Galium parisiense (molto raro in Trentino) * Hypericum humifusum (vale come estinto in Trentino! Una sola segnalazione storica non confermata) * Ophiopogon japonicus (non tende a spontaneizzare in Trentino) * Parthenocissus inserta (sono incerto in merito alla sua determinazione... Se è lui, si vede? è solo questione di viticci?) * Ulmus pumila (tende veramente a inselvatichire? forma sciami di ibridi con U. campestris etc.?) * Euphorbia exigua (estinta in Trentino?) * Oxybaphus nyctaginaceus (mai visto, arriverà anche da noi?) * Myosotis discolor (quindi, esiste veramente da qualche parte!) ======================= From franco@garz.net Mon Jun 5 23:15:12 2000, latest/110 Subject: Re: Oxalis dillenii, etc. >Nelle ultime "puntate" del forum sono comparse varie specie >* Crepis nicaeensis (specie ignota: ci sarà anche in Trentino?) Osservata solo due volte, infestante del mays, pianta di notevoli dimensioni, alta piu' di due metri, rivaleggia con la pianta maggiormente adorata in Lombardia e altre province padane. Probabilmente altrettanto esigente in materia di alimentazione. >* Agropyron caninum (da noi difficilmente a quota così bassa) frequentissimo nei luoghi ombrosi e boscati, persiste a lungo a testimonianza di presistenti alberature ormai obliate dalla diffusa cultura del "fa nett". >* Calystegia sylvatica (l'ho notata per caso una decina di giorni fa comune a Milano, Zanotti mi dice che in alcune zone del Bresciano (o della Bergamasca?) sostituisce completamente C.sepium. Rileva caratteristiche macchie sulle foglie, che verifico nell'esemplare portatomi da Berselli e che rilevo anche negli esemplari milanesi, parendomi scoloriture dovute ad attacchi di oidio, cui sembra piu' facilmente soggetta della consorella. >* Dichondra micrantha (non tende a spontaneizzare in Trentino) in aiole verdi dove deve essere stata inizialmente seminata, ma dove persiste da lungo tempo a dispetto della malagrazia dei giardinieri prezzolati che dovrebbero aver cura del verde universitario. >* Galium parisiense (molto raro in Trentino) comune fra il brecciume della massicciata FS lungo la linea Cremona-Treviglio. L'esemplare milanese e' invece dovuto ad errata determinazione: insospettito da un portamento piu' esile e un'infiorescenza piu' contratta di quelle cui ero abituato, ho portato a casa un esemplare che si e' rivelato essere di Galium divaricatum Lam. Forse per te e' una delusione, ma e' per me una gioia, non l'avevo mai visto prima! (Scusa Gabriele, correggi il dato precedentemente segnalato). >* Hypericum humifusum (vale come estinto in Trentino! osservato in precedenza solo una volta in un pratello nella riserva naturale della Melotta, rinomato per altre presenze uniche in provincia di Cremona ( Chamaecytisus hirsutus e Genista germanica, per citarne due). E' specie prostrata, max 10 cm, alla fioritura confondibile, per un occhio frettoloso, con esemplari ridotti di Potentilla reptans. Assolutamente inavvertibile in epoche diverse dalla fioritura. Diffuso in numerose aiole di corredo a vialetti di ghiaia nel Poli, malgrado le ripetute sevizie di giardinieri e studenti. >* Ophiopogon japonicus (non tende a spontaneizzare in Trentino) Spontaneizza raramente anche da noi, piuttosto sopravvive tenacemente nei luoghi ov'era stata introdotta per ornamento nell'ottocento. Merita per questo almeno il rango di naturalizzata. A casa mia e' presente nell'angolo ombroso di un prato stabile ove certamente nessuno ce l'ha piantata. Magari gettata una pianta con radici estirpandola da una vicina aiola, ma e' li'. Certamente fiorisce e fruttifica normalmente, non so dire se sia accertabile una diffusione non solo per via vegetativa. >* Parthenocissus inserta (sono incerto in merito alla sua >determinazione... Se è lui, si vede? è solo questione di viticci?) tirato per i capelli, allego di seguito una mail inviata a Mimmo in via cautelare. Mi sono gia' esposto a brutte figure, volevo evitarne un'altra. Ma tant'e', la conoscenza ha un suo prezzo. .......... Stufo degli eterni dubbi, ho guardato con maggiore attenzione gli esemplari di Parthenocissus incontrato nel percorso milanese, e finalmente sono riuscito a cogliere poche, ma significative, differenze che caratterizzano due tipologie. Le differenze maggiori stanno nel portamento, aspetto e comportamento dei cirri, che vanno esaminati all'estremità dei rami giovani e in accrescimento: P.quinquef: cirri caratterizzati da un asse ben definito, +/- rettilineo, con numerosi rami laterali assai minori dell'asse, regolarmente alternati sull'asse, (opposti a stipole lanceolate presto caduche, ma evidenti sui cirri giovani), +/- tutti giacenti nello stesso piano, con lunghezza regolarmente decrescente verso l'apice gli ultimi lunghi circa la metà dei primi. La parte apicale del rametto esibisce numerosi cirri ramificati +/- tutti dello stesso aspetto, patenti e con cirri laterali pure patenti, uncinati all'apice. P.inserta: cirri robusti con asse ziz-zagante e pochi rami laterali di lunghezza fra loro assai differente, l'inferiore lungo quasi quanto l'asse che perciò diventa indistintp. I rami laterali, terminati ad uncino, disposti in piani differenti, senza ordine apparente. Solo 1 o 2 cirri del rametto si vedono distesi, perchè subito si attorcigliano aggrovigliandosi tra loro. Questo vale per i cirri liberi dei rami giovani. Presto i cirri si attorcigliano su se stessi avvingiandosi a quel che capita. Se si trovano vicino ad una superficie allora le estremità si modificano formando delle espansioni adesive. Questo avviene per entrambe le specie, l'unica differenza sta nella forma dei dischetti: rotonda in quinquef. e irregolarmente allungata in inserta. Le foglie sono "mediamente" con foglioline più ovali in quinquef. e lanceolate in inserta, ma la variabilità sullo stesso individuo (specie fra foglie di diversa età) è talmente elevata da consentire di vedere tutto quello che vuoi. Ho anche verificato la sussistenza del carattere di infiorescenze solo ascellari per inserta e anche terminali per quinquef, ma è un carattere difficile da verificare, utile solo per conferma quando capitano esemplari fioriti. Da quel che vedo l'aspetto dei cirri è un carattere costante che differenzia molto bene le due specie. Da lasciar perdere la storia dei dischetti e la forma delle foglie. Prova a guardarti attorno e dimmi che ne pensi, prima di dare la cosa in pasto agli amici di flora.garz.net ............ >* Ulmus pumila (tende veramente a inselvatichire? forma sciami di >ibridi con U. campestris etc.?) si diffonde con baldanza, approffittando della crisi cui e' soggetto U.minor, che soccombe ad attacchi di grafiosi. Non mi pare che dia origine a ibridi, solitamente riuscendo ad attribuire con facilita' gli esemplari che si rinvengono in campagna, anche se i caratteri distintivi sono abbastanza evanescenti. U.pumila ha foglie mediamente piu' piccole di U.minor, rami maggiormente allungati, subito grigiastri, formanti un angolo molto aperto rispetto all'asse del rano da cui dipartono. Non forma mai le caratteristiche creste suberose di U.minor, a fiori piu' verdastri e precoci, assai fitti, presto trasformati in samare prima dell'apparizione delle foglie, di cui simulano il portamento, cosi' che gli alberi in frutto appaiono completamente verdi, come per un inizio di fogliazione. >* Euphorbia exigua (estinta in Trentino?) Per me il primo esemplare, ma esistono anche anche altre due segnalazioni nel Cremonese e altre per la Bergamasca. Non disperare, forse perdura in qualche incolto sperduto. >* Oxybaphus nyctaginaceus (mai visto, arriverà anche da noi?) Non so se sia cosa augurabile. Talvolta queste avventizie diventano disastrose quando iniziano a diffondersi. Vedi Sicyos angulatus e Humulus scandens. >* Myosotis discolor (quindi, esiste veramente da qualche parte!) sottoscrivo il commento. > Il problema vero è l'inquadramento >dell'estrema variabilità di Ch. album (in particolare del fantomatico Ch. >strictum, che da noi dovrebbe pur esserci). Il problema e' proprio questo. Vedo spesso esemplari che potrebbero rientrare nella descrizione di Ch.opulifolium, ma che potrebbero anche essere casi limite di Ch.album. Non riesco a convincermi che la differenza possa risiedere soltanto nella diversa forma delle foglie. Non vedo nessun altro carattere distintivo, contrariamente a quanto avviene di solito: uno legge dell'esistenza di un carattere distintivo fra due specie diverse, e continua a guardare quella nota per vedere se per caso non sia un esemplare di quella maio vista. Ma quando infine la si trova, di solito non esiste il minimo dubbio che ci si trova di fronte a una specie diversa. Naturalmente esistono eccezioni, vedi ad esempio > >Su Avena sterilis/fatua i problemi non sono semplici. > ===================== From franco@garz.net Tue Aug 1 08:04:40 2000, latest/287 Subject: Re: R: Casaletto: dubbi e risposte Mimmo mi controinterroga su alcune precisazioni relative a segnalazioni in quadranti comuni Bergamo/Cremona. Alcune possono risultare di interesse piu' generale, rispondo percio' pubblicamente. >Lactuca saligna: Abbiamo per ora 17 >segnalazioni in totale, ma ti ripeto il dato è poco significativo visto che >la segnalo solo dallo scorso anno > Ero curioso di sapere se e quanto la vedevi, e se il suo areale e' solo planiziale o se viene da su. Pign. la da' per comune, cosa che a me non pare, ma ormai delle distribuzioni indicate da Pign. mi fido poco. Ora la mia curiosita' e' soddisfatta. -------- > >Potamogeton gr. pusillum e gruppi in generale: >pensavo che la tua proposta rispetto ai nomi dei gruppi fosse solo una >proposta, ma mi sembra di capire che per te è già operativa. >Non rischiamo solo casini in questo modo ? > Io penso di no. Di fatto io penso che allo stato attuale tutte le segnalazioni pregresse di Viola odorata, Potamogeton pectinatus, Cuscuta cesatiana e via elencando, vadano intese come riferentesi a gruppi di specie, per alcuni dei quali si inizia ora a vedere la luce. Per questo motivo le segnalazioni di Viola odorata oggi (almeno per alcuni) hanno un significato diverso da quelle dell'anno scorso, e mi sembra che il fatto debba essere evidenziato. Il fatto di ribadire il nome della specie nei casi certi e' un escamotage che salva capra e cavoli, essendo facile aggregare il dato troncando il nome alla porzione che precede il ".". Questo nel mio caso, visto che io archivio per nomi e non per codici (il codice di un nome e' il nome stesso). Per quanto attiene i dati che ti trasferisco, i nomi raddoppiati dovrebbero tradursi in una nota del tipo "ss." o "sensu strictu", che traduce l'opinione del segnalatore. A meno che Enzo abbia altre proposte. -------- > >Da cosa ti nasce l'idea degli ibridi tra i due Helianthus ? > Dalla presenza di ingrossamenti nelle radici che non si possono definire propriamente "tuberi", ma aventi un aspetto che ricorda alquanto quelli di tuberosus. Il colore delle squame, che talora sono quasi completamente nere, fino ad avere solo una piccola porzione nerastra o addirittura tutte verdi, in popolazioni omogenee con esemplari che crescono uno accanto all'altro senza evidenziare differenze nell'aspetto generale, portamento, colore e dimensioni dei fiori. Ho rinunciato da tempo a sterminare gli Helianthus che incontro, optando per "rigidus" perche' comunque mi sembra meglio corrispondere alla descrizione di Pign. Anche qui, allo stato attuale credo che H.rigidus e H.tuberosus siano da considerarsi nomi equivalenti che si riferiscono al gruppo tuberosus/rigidus. -------- > >Per Fagus e Castanea se passi da quelle parti non sarebbe male una >sbirciatina di controllo. Castanea, ancora ancora, ma Fagus mi sembra duro, >però è vero che la ricerca serve a sfatare i luoghi comuni. > Un giro gia' l'ho fatto, cercando le mitiche Castanea che gia' Ferrari aveve segnalato molti anni fa. Io non le ho mai trovate, ma Berselli era assai sicuro del ritrovamento. Forse e' piu' semplice se un giorno mi faccio accompagnare da lui, provero' a telefonargli. ------- >Per Solidago canadensis io ho in archivio 6-7 segnalazioni che mi giungono >da BS, tra cui alcune del mitico Zanotti; una anche di Galasso. Ne hanno >pure di "gigantea". > Per gigantea/canadensis vale il discorso per Helianthus. Io credo che si tratti di peccati originali. Piante con fioriture cosi' vistose godono di illustrazioni su qualsiasi libro di divulgazione, aventi in didascalia il nome di canadensis e di tuberosus. Forse quelli illustrati lo sono davvero, ma all'inizio uno non pensa che vi possano essere specie dalle fioriture praticamente identiche, che si differenziano per minuti particolari. Quando lo scopre la frittata e' gia' fatta. Il discorso ovviamente non vale per Zanotti e Galasso, che avranno i loro bravi campioni a testimoniare l'esattezza della determinazione. Ma Zanotti avverte che canadensis e' "non comune, assai meno diffusa della successiva". Potrebbe essere una stima prudenziale, dove "non comune" si puo' intendere come "rara". Io non ne ho mai accertata la presenza. La cosa risulta anche agli altri lettori di FLORA, o le due specie hanno areali (o ecologia) diversi? ===================== From franco@garz.net Mon Oct 30 10:21:27 2000, latest/586 Subject: Astri ed olmi Spedisco un'immagine di Aster lanceolatus e una di possibile Ulmus x hollandica, da una raccolta fatta sotto l'ampio e lungo viadotto autostradale a due corsie indipendenti della tangenziale Est di Milano, come contributo ulteriore a precedenti interventi su questi taxa. Altre immagini sono state apposte sotto il tasto "images" del sito flora.garz.net e precisamente: Aster_lan2.jpg particolare dei capolini Acalypha_australis.jpg exiccata di detta Acalypha_aus_br.jpg particolare delle brattee Saluti a tutti, Franco ===================== From gabriele_galasso@regione.lombardia.it Fri Jul 19 11:49:17 2002, latest/1730 Subject: Rif: 100 cremonesi Ottimi risultati. Se però vuoi "complicarti" la vita o precisare quanto scritto leggi queste annotazioni ad alcune tue segnalazioni. Portulaca oleracea: si tratta in reltà di un complesso di specie, che non tendono a ibridare, assai simili tra loro e riconoscibili soltanto dai semi. Vedi le chiavi che dovresti avere già. Ballota nigra: finora per la Lombardia, e penso anche per l'Italia, è nota soltanto la subsp. foetida. Vicia sativa: guarda che le sottospecie elencate da Pignatti sono tutte valide (hanno passato l'eseme di genetica a pieni voti). Erigeron annuus: le diverse sottospecie potrebbero essere valide. Hypericum perforatum: le tre sottospecie dovrebbero essere valide; io non ho mai capito la differenza tra angustifolium e veronense; oltre al perforatum trovo l'angustifolium, più termofilo. Ciao, Gabriele ===================== From franco@garz.net Sat Jul 20 09:15:11 2002, latest/1731 Subject: Ethel Murphy Evidentemente esiste una variante della legge di Ethel Murphy applicata alla florocartografia. Nel quadrante di Mozzanica manca Lathyrus pratensis e in quello adiacente di Sergnano manca Thalictrum lucidum. Perche' mai trovo un esemplare di Th.lucidum nel quadrante di Mozzanica a 500 metri dal confine con Sergnano, oltrepassato il quale trovo, 500 metri piu' in la', un esemplare di Lathyrus pratensis? Franco ===================== From franco@garz.net Sat Jul 20 09:15:13 2002, latest/1732 Subject: Re: Rif: 100 cremonesi > >Ottimi risultati. >Se però vuoi "complicarti" la vita o precisare quanto scritto leggi queste >annotazioni ad alcune tue segnalazioni. Nel mio database convivono segnalazioni a livello sia di specie che di sottospecie o varita' e ognuno segnala al livello a cui arriva. Il programma di analisi conta separatamente i due livelli, assegnando automaticamente a una specie tutte le segnalazioni delle sue sottospecie. Naturalmente nel fare la graduatoria le sottospsecie risultano handicappate e non compaiono nell'elenco. Solo Salix alba.alba ha quasi altrettante segnalazioni di Salix alba tout-court. Laddove l'analisi di campagna lo permette facilmente stiamo cercando di valutare anche la distribuzione delle sottospecie, con minor lena per quelle per cui si sa gia' che di quella si rinviene un'unica sottospecie (Ballota nigra, ma anche Sanguisorba minor che pare sia solo muricata e tante altre) Per cui: >Portulaca oleracea: lo so, ho le chiavi che hai spedito, ma l'analisi delle singole specie del gruppo e' troppo faticosa e almeno per ora lascio perdere. >Ballota nigra: finora per la Lombardia, e penso anche per l'Italia, è nota >soltanto la subsp. foetida. Mai visto altro, ma controllo assai di rado di persona, accontentandomi della specie. >Vicia sativa: guarda che le sottospecie elencate da Pignatti sono tutte >valide (hanno passato l'eseme di genetica a pieni voti). Prevalente la presenza di V.sat.segetalis, ma anche V.sat.sativa. >Erigeron annuus: le diverse sottospecie potrebbero essere valide. Non sapevo neppure che esistessero. Mi documentero' >Hypericum perforatum: le tre sottospecie dovrebbero essere valide; io non >ho nmai capito la differenza tra angustifolium e veronense; oltre al >perforatum trovo l'angustifolium, più termofilo. Anche io. Confesso che mentre segnalo quando si tratta della ssp. angustifolium, mi limito all'indicazione generica quando si tratta della nominale. Grazie comunque per le tue annotazioni, prezioso stimolo per un lavoro sempre piu' accurato. Franco ===================== From 75815384@it.ibm.com Sat Jul 20 09:54:17 2002, latest/1734 From: "Innocenzo Bona" <75815384@it.ibm.com> Subject: Re: Ethel Murphy Caro Franco, Legge di Williams & Holland Se si raccolgono abbastanza dati, qualsiasi cosa può essere dimostrata con metodi statistici. Corollario di Enzo Bona Posso comodamente fare a meno della statistica se ho abbastanza dati per dimostrare una cosa. Ciao Enzo