============================ From antonio.dp@arcmedia.it Mon Dec 29 23:39:31 2003, latest/3103 Subject: aaa giovane ambientalista serio cerca area da erborizzare Ciao a tutti! E' tanto che non ci si sente. Ora posso dire anch'io di essere un "settentronale". Dopo mille "peripezie" sono finito a studiare a Bologna e devo dire che nessuno mi caccerà più da questa città che tanto offre. Ora però, non conoscendo affatto la zona, e considerando che dovrò rinunciare per buona parte dell'anno ai caldi paesaggi mediterranei, sto cercando, ancor prima di aver trovato casa (!!!), territori floristicamente vari e interessanti nel circondario bolognese. Sapreste aiutarmi? Ciao e Grazie Antonio ================================ From barbomas@yahoo.com Mon Jan 5 22:34:38 2004, latest/3124 Subject: Rif: giovane ambientalista cerca area.... Caro Antonio, io ho vissuto per motivi di lavoro a Bologna per un breve periodo, da novembre 1999 ad Aprile 2000. Avevo un contratto a termine con l’Università, ma come semplice impiegato. Il soggiorno, abbastanza piacevole, ma ahimè breve è terminato anzitempo per passare al mio lavoro attuale presso l’ufficio della Regione Friuli Venezia Giulia che si occupa delle Aree Protette (Udine). In precedenza, avevo conosciuto diversi docenti dell’Università di Bologna in occasione della mia tesi di dottorato (1994-96) sul gruppo di Centaurea jacea – nigrescens (Cristofolini, e la Speranza, biosistematici e la Alicchio, genetista) ed anche delle università di Firenze e Modena. Ti riassumerò in breve quello che so, fatte salve novità recenti, su cui spero qualche socio emiliano ti sappia dire di più. A) Non mi risulta che la provincia di Bologna sia attualmente interessata da progetti di cartografia floristica a differenza di Friuli, Veneto, Trentino e molte provincie lombarde, come ampiamente documentato in questa mailing list. B) Non ho notizie su quali (eventuali) ricerche floristiche siano in corso nel territorio; all’Università di Bologna non ci sono floristi ma solo biosistematici, fisiologi, e un vegetazionista.Non conosco floristi bolognesi, che altrimenti ti avrei indicato. L’erbario ha comunque interessanti raccolte storiche dell’800. Ricerche floristiche più accurate sono sicuramente in corso nel Modenese e nel Reggiano. Su questa zona è di recente uscita una flora che ti potrebbe essere utile consultare (non so dirti dove sia reperibile, uno degli autori è Alessandrini). Poco so dirti sulla vicina Romagna, pur essa rappresentata nella mailing list. C) Non avendo avuto la possibilità di girare nella stagione propizia, ti posso dare poche indicazioni su quali zone valga la pena esplorare per prime. Comunque, anche in regioni abbastanza ben esplorate, le aree della periferia urbana offrono sempre interessanti sorprese sia per quanto concerne sia le avventizie che i pochi frammenti di vegetazione naturale. Io ho avuto modo di raccogliere un paio di campioni (ricordo di un Helleborus foetidus che dalle mie parti non c’è) solo nelle ultime settimane di permanenza lungo una pista ciclopedonale dove facevo jogging. Iniziavo di solito vicino alla zona di Via Massarenti non lontano dall’Ospedale Malpighi dove abitavo (in Largo Molina vicino alla Ferrovia per Firenze); passato quasi subito un sottopassaggio ferroviario dopo circa 5 Km arrivavo ad un Parco Urbano adiacente alla Via Emilia Levante (non ne ricordo il nome, era già in un altro comune, forse Ozzano), dove c’era anche qualche brandello di vegetazione naturale lungo un fiume, qualche siepe e qualche prato che non ho fatto in tempo a vedere fiorito, oltre a vaste aree incolte e post colturali. Di più non sono i grado di indicarti, anche se diverse colline della periferia bolognese che dalle finestre del palazzo dove vivevo (all’ottavo piano attico con vista a 360 gradi) apparivano coperte di verde potrebbero andar bene. Nel caso avessi difficoltà a muoverti per mancanza di un mezzo proprio, le aree dell’appennino e subappennino bolognese più accessibili sono presso le stazioni della linea Bologna – Firenze, abbastanza servite dai treni locali (da vedere eventualmente anche la linea per Porretta, che non ho mai fatto). Ed infine, oltre agli auguri per l’anno che è appena iniziato, in bocca al lupo per le tue ricerche, sperando che qualcuno del posto sappia darti qualche notizia in più. A presto Massimo Barbo (Trieste) ================================ From marc@isof.cnr.it Wed Jan 7 13:50:17 2004, latest/3136 Subject: Re: Rif: giovane ambientalista cerca area.... Ringrazio il Sig. Barbo per la considerazione mostrata nei confronti dei botanici e, in particolare, floristi bolognesi, di cui rappresento una, ovviamente trascurabile, entità. Posso confermargli che le colline bolognesi, apparentemente verdi, sono di carton-gesso e messe lì solo per far scena. Cordiali saluti Giancarlo Marconi ======================= From ProsserFilippo@MuseoCivico.rovereto.tn.it Mon Mar 1 17:07:31 2004, latest/3340 Subject: buchi di felci Caro Enzo, sabato escursione con gli Zanini: mi portano nella valletta dove hanno trovato capelvenere, felce maschio e scolopendrio nuovi per il quadrante di Bardolino, e mi accorgo che inceve siamo nel quadrante di Garda, dove quelle specie c'erano già... insomma, subito all'inizio dell'escursione ci troviamo sotto di tre gol. Ma andando avanti per quella valletta scoviamo poi una bella stazione di Cyrtomium fortunei, nuovo per il quadrante di Garda. Quindi, torniamo caparbiamente nel quadrante di Bardolino, e lungo il Progno di Valsorda tra rovi, rovi e ancora rovi scoviamo un cespo di capelvenere, questa volta nel quadrante giusto. Si studia la mappa, e nel quadrante di Bardolino rimane una valletta sopra Lazise che forse può essere buona. La battiamo palmo a palmo e saltano fuori 2 esemplari di scolopendrio e uno di felce maschio. Quindi, tenacemente abbiamo risalito la china, saldando i conti con il quadrante di Bardolino. Ormai sera, ci spostiamo nel quadrante di Cavaion e chiudiamo in bellezza scovando una bella stazione di capelvenere, che in quel quadrante mancava. Da 0-3 a 5-3! In definitiva: aggiungi: Cyrtomium fortunei per 0430/1 Adiantum capillus-veneris per 0430/4 Inoltre, piantate in un boschetto lungo un rivo sotto una villetta troviamo Cyrtomium falcatum (fronde gigantesche, che rinnovano), due specie di Polystichum a me sconosciute (uno dei quali ha generato una bella pianticella), P. setiferum (che non rinnova), Athyrium filix-femina. Queste singolari coltivazioni erano fatte da una coppia di signori, da pochi mesi deceduti per "un brutto male" (a quanto ci dice un tipo del luogo), portando con sè il segreto di quegli strani Polystichum. Attendiamo ora l'esito di queste indroduzioni. Ciao, Filippo