From gabriele_galasso@regione.lombardia.it Mon Jun 30 20:22:29 2003, latest/2715 Subject: Elenco floristico preliminare per escursione Grigne Vi allego l'elenco floristico preliminare delle specie osservate lungo il percorso dell'escursione sulle grigne del prossimo week-end (quadrante 0022/1). Un saluto a tutti. Gabriele Galasso Allegati: vedi http://flora.garz.net/documents name="ElencoFloristicoGrigne.doc" ===================== From franco@garz.net Thu Jul 10 09:19:25 2003, latest/2728 Subject: gita in trentino Ho passato il weekend a Madonna di Campiglio, dove non ero piu' stato da una trentina d'anni. Irriconoscibili o quasi per me i luoghi, fortemente alterati dalla presenza di nuovi impianti di risalita, relative discese e devastanti complessi edilizi. In compenso ho trovato pratelli con abbondantissime fioriture di Nigritella nigra e numerose stazioni di stelle alpine a poche decine di metri dal sentiero che porta al Groste', segno di un aumentato rispetto per la Natura (o forse solo del fatto che i gitanti si limitano a percorrere il sentiero senza guardarsi attorno). Ho visto anche numerose specie mai prima da me osservate (Botrychium lunaria, Cryptogramma crispa, Gentiana bavarica...) e un'infinita' di presenze sconosciute che mi avrebbero richieste la permanenza di qualche mese per poter essere tutte determinate. Una festa per gli occhi di un abitante della bassa padana! Ciao a tutti, Franco ========================== From ProsserFilippo@MuseoCivico.rovereto.tn.it Mon Jul 21 11:01:25 2003, latest/2740 Caro Franco, in Trentino - come certo anche altrove - il consumo di territorio procede in modo irrefrenabile. La presenza del Parco Adamello-Brenta tutt'attorno alla conca di Madonna di Campiglio appare sostanzialmente ininfluente. Sia verso la Presanella che verso il Gruppo di Brenta gli impianti salgono quasi ovunque. Ma non è finita. L'area sciistica di Pinzolo (Dos del Sabion) verrà allacciata a quella di Madonna di Campiglio, con un cervellotico saliscendi di piste e impianti che andrà a tagliare l'ingresso della Val Brenta, la porta "sacra" del Gruppo di Brenta (che ci viene invidiato da tutto il mondo e che rappresenta la veduta più suggestiva della stessa Madonna di Campiglio); tutto ciò naturalmente con il forte impiego di denaro pubblico. Ma c'è già qualcuno (tra cui l'ex assessore, ma ben più noto come ex ciclista, Francesco Moser) che vorrebbe collegare gli impianti di Campiglio (Grostè) addirittura con quelli di Andalo, tagliando tutto il Gruppo di Brenta: al peggio non c'è limite. Lo sconcerto maggiore deriva dal fatto che pochi si rendono conto della reale portata della devastazione in atto: ignoranza, assenza di memoria e di sensibilità dominano incontrastati. Persone come te sono purtroppo poche, isolate e inascoltate. Ciao, Filippo PS: ... e noi floristi siamo fortunati: fuori dalle piste fissando lo sguardo a terra potremo sempre trovare fioriture spettacolari e appaganti... ============================ From ProsserFilippo@MuseoCivico.rovereto.tn.it Tue Sep 30 11:37:14 2003, latest/2836 Subject: difasiastri Sabato scorso gita al Passo Lavazzè con Daniele e Ornella Zanini. Al laghetto li avviso della segnalazione di Diphasiastrum issleri dei Peroni: tempo fa io avevo un po' cercato, ma sapendo dell'"esiguità" della stazione mi ero dato poco da fare. Questa volta invece lo trovo immediatamente, bello florido ed esteso per almeno una decina di metri: gli Zanini - felici di fronte a quella novità - osservano, fotografano, annotano... Mi viene in mente che alla torbiera, poco più in là, Cesare e Francesco avevano segnalato D. alpinum: maligno come sempre, sospetto ora che anche quello potesse essere stato issleri: con gli Zanini andiamo a controllare. Appagato dal primo ritrovamento io mi aggiro nella torbiera limitrofa, lasciando a Daniele e a Ornella l'incombernza della ricerca. Presto mi chiamano: "c'è quello di prima!" ed io accorro e - risalendo il pendio - mi imbatto in un po' di alpinum, ma quello degli Zanini è proprio "quello di prima", ovvero issleri. Quindi, presso la torbiera ci sono entrambe le specie, e soprattutto alpinum è confermato. Sbrigata con successo la ricerca di una fila di felci facili (che in parte Thomas ha già trovatio nella parte bolzanina del quadrante) e ormai presi dalla faccenda dei difasiastri, ci spostiamo nel quadrante del Corno Nero, dove quell'ambiente di brughiera semialberata che pare tanto favorevole sembra continuare. Ed in effetti, prima salta fuori ancora issleri (magnifica popolazione!), e poi ancora alpinum. Altri buchi di felci abbordabili non sembrano più esserci per questo quadrante: Ornnella chiede sconsolata: ed ora che si fa? Di fronte - oltre il Passo di Lavazzè - ci sono le pendici nord della Pala di Santa, pure porfiriche - che ricadono in altri due quadranti. Tentar non nuoce: via in quella direzione. Risaliamo una pista da sci dismessa, che anni fa avevo attraversato girovagando da quelle parti, senza però avere il chiodo fisso dei difasiastri: ricordavo notevoli estensioni di Lycopodium clavatum. Ed ecco che ad un certo punto Daniele scova un difasiastro un po' mal messo: dal colore e da quello che avevamo visto prima penso subito ad issleri, ma dall'analisi dei pochi rametti appiattiti mi insospettiscono: parrebbe invece complanatum, anche se siamo sopra 2000 m! Sta calando la sera, ma tutti e tre risaliamo la pista cercando febbrilmente: ritroviamo altri esemplari, alcuni ben sviluppati, e mi convinco che è proprio complanatum. Verso il limite di quadrante salta fuori anche un esemplare di issleri e un po' di alpinum: tre in una botta sola! A questo punto mi pareva di aver già esagerato, quando Daniele prende l'iniziativa di risalire diritto il pendio sopra la pista, entrando deciso nel quarto quadrante della giornata, e trova subito una distesa di alpinum: con Ornella lo seguiamo su per la ripida pendice e tra tanto alpinum noto una "macchia" diversa: è ancora issleri.... Insomma, in 12 anni di cartografia avevo trovato issleri solo in tre quadranti nuovi, mentre in un giorno solo salta fuori in altri tre, ed in più il fantomatico complanatum, e poi l'alpinum... in un giorno in totale chiudiamo 18 buchi di pteridofite per la cartografia trentina, di cui 11 per la cartografia delle pteridofite del NE-Italia: non so se essere contento o preoccuparmi ... Filippo ========================== From thomas.wilhalm@naturmuseum.it Tue Sep 30 12:04:19 2003, latest/2837 Subject: AW: difasiastri complimenti da cuore! non c'è niente da preoccuparsi, in fondo è una conferma che i nostri sensi sono limitati nel raccogliere dati (p.e. scoprire specie diverse nello stesso tempo nello stesso punto). Quindi, per colmare lacune conviene sempre limitarsi a poche specie. Thomas ============================ From ProsserFilippo@MuseoCivico.rovereto.tn.it Tue Oct 7 10:18:50 2003, latest/2849 Subject: gita autunnale sul Po Sabato sono stato con gli Zanini in un paio di quadranti del Mantovano. Lungo il Po a Dosolo ho visto varie piante per me nuove, soprattutto in una depressione sabbiosa umida a fianco dell'alveo: Cyperus michelianus, Mollugo verticillata, una graminacea che ho determinato come Phleum arenarium (stando al Pignatti dovrebbe essere di un certo interesse per la Lombardia), un Cyperus simile all'esculentus che potrebbe essere microiria (cespitoso, senza stoloni, con glume con un piccolo mucrone, ma più robusto di quanto dica Pignatti), a tratti molto Rumex cristatus (soprattutto nella Garzaia di Pomponesco: piante alte fin oltre 2 m orlano la stradina di accesso ai sabbioni del Po), una Eleocharis che lì per lì avevo dato per E. ovata, ma che poi (per lo stilopodio decisamente largo) ho dovuto attribuire a E. obtusa (seguendo la Süsswasserflora piuttosto che Pignatti 82), una Bidens a foglie intere che alla fine ho dovuto attribuire ancora a B. frondosa (ma c'era anche B. cernua), una Lindernia oramai fruttificata (alcuni fiori piccolissimi mi hanno fatto pensare a L. procumbens; presenti però sia forme a peduncolo lungo che corto). Insomma, varie nuove specie per me, alcune delle quali di non facile interpretazione: certamente, qualcuno pratico di questi ambienti avrà da fare alcune osservazioni alle mie determinazioni... Inoltre, siamo rimasti letteralmente allibiti a vedere l'effetto dell'invasione di Sicyos angulatus nei saliceti di ripa a Salice bianco: soppianta letteralmente tutto, e solo le parti alte delle chiome degli alberi bene sviluppati spuntano al di sopra del mantello verde di Sicyos. Lo stesso Humulus scandens sembra soccombere. Una vera catastrofe ecologica. Sui sabbioni invece domina Amaranthus rudis (tra l'altro, variabilissimo sotto ogni aspetto!), che forse sta estromettendo varie rarità (tra cui in particolare Cicloloma atriplicifolium, sporadico sui sabbioni), che caratterizzano questi ambienti tanto particolari. Filippo =========================== From franco@garz.net Tue Oct 7 19:28:31 2003, latest/2854 Subject: Re: gita autunnale sul Po Filippo wrote: >Sabato sono stato con gli Zanini in un paio di quadranti del Mantovano. Vecchie conoscenze quelle da te citate, per noi battitori della bassa padana, che assistiamo ormai rassegnati alle impressioanti invasioni di esotiche che in ondate successive stanno completamente modificando e banalizzando la flora di pianura. Abbiamo visto Helianthus tuberosus, Solidago gigantea, Hemerocallis fulva, Humulus scandens, Ambrosia artemisiifolia, Amaranthus rudis, Cyperus esculentus, Sicyos angulatus formare colonie sempre piu' ampie e invasive. Certo Sicyos rende attoniti per la sua capacita' di eliminare qualsiasi altra presenza dal territorio invaso. Speriamo che l'oidio, di cui pare soffrire, riesca a limitare la sua terrificante avanzata. Franco ============================== From fabrizio.bonali@e-cremona.it Thu Oct 9 20:01:45 2003, latest/2862 Subject: sul Po A monte di Dosolo, nel cremonese la situazione non è molto diversa Al confine, nella zona di Viadana ho notato anch'io diversi rumex cristatus così come sulla sponda reggiana un mese fa e qua e là sull'argine maestro cremonese in 4 stazioni Tra il Cyperus michelianus se tu avessi avuto tempo, avresti potuto trovare anche il più piccolo cyperus aristatus, perchè viaggiano spesso in compagnia, oltre al microiria che ti confermo essere ben più vistoso di quanto riferito in Pignatti.Inoltre difformis, glaber e fuscus Mi piacerebbe sapere quanta era la bidens cernua, perchè risalendo in territorio piacentino, ci sono alcuni tratti dove forma una barriera gialla ininterrotta, cosa che da noi non è tale.Inoltre lì inizia la diffusione di Ludwigia peploides, che i bresciani hanno avvistato in 4 stazioni sul Mella.La loro sembra più grandiflora con petali di 14-18 mm. La Lindernia potrebbe essere la procumbens trovata in due stazioni a cavallo del ponte di Cremona, ma non più rivista. C'è comunque abbondantissima la Lindernia dubia che a volte ha peduncoli lunghi Anche la Eleocharis qui è obtusa con qualche sporadico avvistamento. Il Cycloloma, ama le distese sabbiose dove il rudis non se la sente ancora di andare, con cespi sferici anche di 1 m. Talvolta si vedono degli esemplari della splendida Polanisia dodecandra Mollugo è stata vista anche in una piazza di Cremona, quando hanno rifatto l'acciottolato che poggia su uno strato di sabbia.Così l'aristatus in un parcheggio tra gli autobloccanti. Insomma... l'America è dietro l'angolo! Purtroppo ciao fabrizio bonali ============================ From ProsserFilippo@MuseoCivico.rovereto.tn.it Fri Oct 10 17:33:03 2003, latest/2867 Caro Fabrizio, grazie per le notizie! Ciao, Filippo >>>Tra il cyperus michelianus se tu avessi avuto tempo , avresti potuto trovare anche il più piccolo cyperus aristatus, perchè viaggiano spesso in compagnia. Queste specie che viaggiano in coppia: i due Sporobolus, le due Ceratochloa, le due Ammannia, le due Lindernia (dubia-anagallidea)... mai accontentarsi del primo colpo d'occhio... >>>microiria che ti confermo essere ben più vistoso di quanto riferito in Pignatti Ho spedito un frammento a Soldano, ma questa premessa mi rende ben speranzoso che l'intuizione fosse buona >>>quanta era la bidens cernua Solo 3-4 piante in mezzo ad un muro di frondosa >>>Ludwigia peploides Non vista, sul Po. Una Ludwigia ancora sterile l'ho vista questa primavera in un fosso a Castel Goffredo (MN) >>>Lindernia Visto quanto dici, mi pare più verosimile che fosse tutta L. dubia (eventualmente con anagallidea). Era molto abbondante. >>>Anche la eleocharis qui è obtusa con qualche sporadico avvistamento Quindi, dovrei aver azzeccato... ========================= From 75815384@it.ibm.com Tue Oct 28 13:15:24 2003, latest/2893 Subject: Escursione di domenica 26 ottobre Due righe per ringraziare gli amici Cremonesi (e il nostro ufficiale di collegamento Zanotti) per l'ottima escursione organizzata domenica 26 ottobre a sud di Castelleone (CR). Non è frequente trovare un gruppo di persone che si confrontano sul campo....anche se premiate in seguito con un pranzo ricco di solidi (torta fritta) e aimhè di "liquidi". Il mio ritorno alle montagne camune, di conseguenza, è stato difficoltoso; con continue paure di essere fermato dalla polizia "provinciale" per un test alcolimetrico......ma è andata bene cullato dai CD ROM che Mimmo Perico mi ha gentilmente regalato. A notte inoltrata, ho posto nella pressa una ventina di essenze cremonesi (non nuove, ma sempre interessanti per un alpico). Saluti a tutti, Enzo Bona ========================== From fabrizio.bonali@e-cremona.it Wed Oct 29 23:21:27 2003, latest/2898 Subject: escursione Allego foto di: " Botanici palustri lungo la valle del Serio morto" ciao a tutti fabrizio bonali Allegato: vedi flora.garz.net/immagini filename="botaniciBS-BG-CR.jpg"