===================== From franco@garz.net Sun Apr 8 16:37:45 2001, latest/832 Subject: rarita' e dubbi breve giro con soste a Ticengo, Genivolta, Azzanello, Castelvisconti, Acqualunga. A Genivolta trovo abbondante Carex praecox, quarta segnalazione per la provincia, ma mi domando chi mai riesce a vederlo se non nel breve periodo della fioritura. La descrizione di Pignatti contiene un errore: le foglie sono assai piu' brevi del fusto, anziche' piu' lunghe, come d'altronde mostra chiaramente la figura. Sul ciglio della strada fra Azzanello e Castelvisconti abbondante Ajuga genevensis, da noi abbastanza raro, e un esemplare di Ranunculus velutinus, pure abbastanza raro. Preso ad Acqualunga Diplotaxis erucoides, vista solo tre volte in precedenza. Pur essendo abbastanza sicuro decido di rideterminarla, e scopro che le chiavi di Pignatti e Zangheri portano nel nulla. Pignatti porta al n. 1160 (Diplotaxis graminea) anziche' a 1157. In compenso la lettura della descrizione e la figura non lasciano dubbi, la foto di Flora helvetica giunge come ulteriore conferma. Su una scarpata boscata e umida, in parte dominata da Lamium orvala, abbondante Glechoma assai piu' robusta del solito. Sembrerebbe proprio G.hirsuta, anche per il carattere dei piccioli delle foglie > internodi citato da Zangheri. Anche qui un errore di Pignatti: il picciolo e' di 3-5(6) cm, non 3-4 mm! Gia' altre volte avevo raccolto esemplari irsuti di Glechoma, senza mai essere mai pienamente convinto. Questa volta le misure sembrano tutte tornare, e l'aspetto generale e' abbastanza diverso da quello di G.hederacea, ma qualche dubbio tuttora persiste. Franco ======================== From franco@garz.net Tue Apr 10 14:46:19 2001, latest/835 Subject: Sedum Ho finalmente trovato un esemplare fiorito (coltivato) di una pianta grassa che ho gia' visto due volte spontaneizzata fra le crepe dei marciapiedi milanesi: si tratta di Sedum prealtum DC., da Pignatti indicato per la Liguria, ulteriore indizio della tropicalizzazione del clima... Per Gabriele: via Grossich, quadrante di Lambrate. ------------- Ieri due giri nei dintorni percorrendo quadranti strabattuti, ma ogni volta trovando qualcosina di nuovo. Interessanti per la pianura cremasca: Anthriscus sylvestris (L.) Buglossoides arvensis (L.) Colchicum autumnale L. Ranunculus velutinus Ten. Reynoutria japonica Houtt. Salvia glutinosa L. Thalictrum aquilegifolium Vincetoxicum hirundinaria Accanto a preziose testimonianze di una flora in via di sparizione (Colchicum, Thalictrum) anche le avvisaglie di probabili prossime invasioni (Reynoutria). La determinazione di Thalictrum aquilegifolium su individuo sterile mi genera un po' di ansia, visto che mi capita di incontrarlo assai di rado: potete confermare che Th.aquileg. presenta caratteristici "collarini" scariosi in corrispondenza delle divisioni delle foglie, al contrario di Th.majus, col quale temo una possibile confusione? ------------- Generalmente attribuisco il nome di Brassica napus alle gialle crucifere che costellano i cigli delle strade in questa stagione, senza neppure scendere dalla macchina. Ma avendone raccolta una con vistose orecchiette amplexicauli e utilizzando le chiavi di Pignatti, mi viene il dubbio che possa trattarsi di Brassica rapa, per i fiori superanti i boccioli (NON superanti in Br.napus). Le foglie presenti sono pero' tutte glauche e glabre, le basali scomparse alla fioritura non permettono di verificare l'altro carattere differenziale. Secondo la vostra esperienza, davvero la poco vistosa differenza nell'aspetto dell'infiorescenza consente di dirimere la questione? ----------------- Continuo a moltiplicare per talea un salice utilizzato come portainnesto per un S.caprea var. pendula (defunto per la prepotenza dell'ospitante). Portamento simpodiale con vigorosissimi polloni, radica con estrema facilita'. Derivando da un unica pianta ho solo esemplari femminili. Non mi e' mai capitato di vedere in giro salici di analoghe fattezze. Le chiavi di Pignatti e quelle di Martini mi portano a S.daphnoides, che corrisponde bene anche alla descrizione e alle figure del testo di Martini, tranne che per il carattere della corteccia interiormente giallo-aranciata, colore di cui non vedo traccia nei miei esemplari. Forse questa colorazione appare solo su rami vecchi? Che altro potrebbe essere? C'e' qualche carattere in grado di "tagliare la testa al toro"? Un cordiale saluto a tutti Franco ======================= From carlo.marconi1@tin.it Thu Apr 12 15:50:20 2001, latest/847 Subject: Informazioni e auguri A tutti gli amici, vecchi, nuovi e ....sconosciuti Domenica scorsa abbiamo fatto un'escursione di 10 Km nei quadranti 01263-01264 (Lovere e Pisogne) ma, essendo meno bravi di voi, abbiamo trovato solo una trentina di taxa degni di segnalazione ! Ieri abbiamo accompagnato sul M:Podona 53 Soci del CAI di Milano, aventi come Capogita il Prof. Paolo Grunanger; il tempo non era ottimo, ma non ha piovuto ; scarso il panorama, ma belli e abbondanti i fiori osservati, con alcune specie da segnalare per conferma nel quadrante; in particolare Erithronium dens-canis sulla cima nord del Podona e un popolamento abbondante, ma localizzato, di Anemone ranunculoides nel bosco poco sotto Salmeggia. Paolo e i Gitanti si sono entusiasmati .... del sentiero, ripromettendosi di tornare col bel tempo, anche per la bonta' dei casoncelli bergamaschi gustati alla trattoria di Salmeggia! A tutti i nostri piu' affettuosi auguri di buona Pasqua. Marisa e Carlo ============================= From marc@frae.bo.cnr.it Fri Apr 13 10:02:36 2001, latest/849 Subject: auguri e lista Cari botanici ammesso che possa servire a qualcuno in vista di visite future, metto in rete la check-list delle specie viste in Gargano lo scorso week-end. Buona Pasqua a tutti Giancarlo Dr. Giancarlo Marconi, Istituto FRAE - CNR, Via Gobetti 101, Bologna, Italy Allegati: vedi http://flora.garz.net/documents filename="gitaGargano.doc" ============================= From franco@garz.net Tue Apr 17 15:15:46 2001, latest/862 Subject: Phyllitis Giretto nel quadrante di Bagnolo, nel tentativo, riuscito, di far superare anche al tapino la quota 350. Interessante la conferma di una delle pochissime stazioni di Phyllitis scolopendrium, sulle pareti di un pozzo piezometrico in cotto del canale Vacchelli. Stazione condivisa da Dryopteris f.m., Asplenium trichomanes e A.ruta-muraria nonche', a sorpresa, da Valeriana dioica che, assente nel quadrante, cercavo invano lungo le sponde dei fossi. Fra i rovi al margine di un bosco misto di querce e pioppi, su terreno torboso in cui si trovano nelle chiarie Typha latifolia e Juncus effusus, tre inaspettati esemplari di Athyrium f.foemina, ad accrescere la ricchezza pteridologica del sito. Frequente Alopecurus utriculatus, ma tuttora latitante A.myosuroides, che pure ritenevo diffusisssimo e infestante l'intera piana lombarda. Altri quadranti a Ovest mostrano la stessa carenza. In quello adiacente di Pandino, visitato ieri, a gran pena son riuscito a trovare 5-6 esemplari sul ciglio di una strada. Forse che le due code di volpe si spartiscono il territorio? Fra l'altro mi pare che l'areale di A.utriculatus si stia nettamente espandendo negli ultimi anni. Franco ============================ From ProsserFilippo@museocivico.rovereto.tn.it Wed Apr 18 20:46:06 2001, latest/863 Caro Enzo per cosa sei curioso? Di che piedi di piombo parli? Della Lista Rossa? Una sintesi bisogna a un certo punto tirarla fuori. E' chiaro poi che si finisce impallinati, e non avrei nulla da eccepire dato che le liste rosse regionali si prestano anche loro molto bene a questo sport. Comunque, grande anche Silvio: 1400 records!!! A questo punto credo di essere io imbecille. Lunedì di Pasquetta nel quadrante di Bussolengo, quel tanto piatto da non presentare flora interessante, quel tanto inclinato da non avere nemmeno un fosso (nemmeno Equisetum telmateja ho visto). Presso un lavatoio il miracoloso ritrovamento di una plantula di Dryopteris filix-mas, per grazia divina due (diconsi due) microstazioni di Ceterach, e in tutto 6 pteridofite su 330 specie. Il ritmo di rilevamento di pteridofite del Veronese è spesso questo. Record massimo: 17 specie. Finora mai viste un sacco di specie, che pur ci devono essere. In totale stimo la miseria di 400 presenze/quadrante di pteridofite. Da sverginare mancano in pratica 3 quadranti (Verona est, ovest e un quadrante tutto over 1000 m nell'alta lessinia. In totale ho effettuato circa 40 escursioni e ho rilevato ca. 10.000 dati, tra cui ca. 10 specie nuove per il Veronese). Purtroppo, devo ancora immettere quasi tutto. Ma quanto è asciutta la Lessinia? Come ptridofite è un disastro. Ciao, Filippo PS: com'è la situazione del Trevigiano? E' la zona più sguarnita. Credo che sarebbe utile indirizzare là l'escursione in programma sui Colli: mi sembra più razionale. Basterebbe individuare un quadrante ancora a zero e il divertimento sarebbe assicurato (Carlo e Silvio: passatemi un codice di un quadrante trevigiano ancora sguarnito!!!). Cesare era di questa idea e la data buona sarebbe domenica 20 maggio. Si assicurano itinerario incerto, assenza di ristoro lungo il cammino, rovi e zecche e quant'altro il buon florocartografo sa per certo di non poter non trovare. -----Messaggio originale----- Da: 75815384@it.ibm.com [mailto:75815384@it.ibm.com] Inviato: mercoledì 18 aprile 2001 20.01 A: Prosser Filippo Oggetto: Re: R: Ferns caro Filippo, la mia curiosità è grande!!!! sull'utizzo è chiaro che bisogna andar con piedi di Piombo. Ciao Enzo PS. Silvio ha mandato i dati di Vicenza + di 1400 records e anche una sessantina di Treviso. Ho già aggiornato il tutto. ============================ From 75815384@it.ibm.com Wed Apr 18 23:21:17 2001, latest/864 Caro Filippo, ho ficcato il naso nei "peli ghiandolari di Zersi" nelle "inizio antesi" dell'Abate Carestia e nel disastroso appetito dei coleotteri dell'Erbario di Rodegher; dunque cosa mi può offrire l'Erbario Porta se non il profumo di piante secche e ottocentesche? Sarà puerile, ma davanti a quei documeti . . . mi commuovo. Poi subito riprendo la mia pragmatica vena "matematico.statistica" e elaboro dati. Sono anch'io fatto di cellule, non solo di "0 e 1". Quello che mi interessa dell'Erbario Porta sono soprattutto le Lycopodiaceae e Selaginellaceae raccolte in Val Vestino, per porre, finalmente, la pietra finale sopra la prima parte della Flora Pteridofitica Bresciana, che, cerca cerca, si è dimostrata di un certo interesse. Come puoi solo immaginare che possa omettere il vecchio Porta dalla mia ricerca? Silvio e collaboratori sono stati davvero grandi e concordo per una escursione nel Trevigiano senza porre condizioni di zecche o altro. Come collettore universale di parassiti avrei pensato al buon Germano Federici che di Zecche, dopo l'avventura dei laghi di Covadonga, se ne intende parecchio. Io non dimenticherò il solito coltello per estirparle a sangue caldo. Buonanotte. Enzo P.S. Comunico con masimo entusiasmo che pochi dati (circa 500) ci separano dalla meta dei 100.000 dell'Atlante Corologico Bresciano. ============================ From luigi.mostosi@tin.it Fri Apr 20 13:40:44 2001, latest/870 Grazie per gli auguri pasquali. Pur non avendo ricevuto in tempo utile la check-list delle specie viste in Gargano, nella mia visita del 10-11-12/04/2001 (con un tempo da lupi!) ho trovato quasi tutte le specie segnalate. A completamento, desidero solo aggiungere altre specie individuate, fra cui parecchie Ophrys ed Orchis + alcuni ibridi. Tanti cari saluti. Luigi . Specie Località Aubrieta columnae Guss. Monte S.Angelo Cyclamen hederifolium Aiton Foresta Umbra Cyclamen repandum S. et S. Foresta Umbra Cytinus ruber (Fourr.)Komarov Vico del Gragano Iris lutescens Lam. Valle Carbonara e Lesina, loc. Saggese. Iris sisynrichium L. Manfredonia, ss.89 km169 Ophrys bombyliflora Link. ss.89, Cant. Torre di Sagro Ophrys lupercalis J.&P.Devillers-Terschuren Mattinata, Monte Acuto Ophrys melena (Renz)Paulus & Gack Stinco Ophrys sicula Tineo Stinco Ophrys sipontensis R.Lorenz & Gembardt Stinco Oprhys biscutella x Ophrys bertoloniiformis Stinco Ophrys garganica x Ophrys biscutella Peschici, Coppo dei Fossi Orchis picta Loisel ss. 89, Cant. Torre di Sagro Orchis provincialis Balb. Valle Carbonara Orchis quadripunctata x Orchis pauciflora Coppa rotonda Paeonia mascula (L.) Miller Valle Carbonara ======================== From franco@garz.net Fri Apr 20 18:07:38 2001, latest/871 Dopo il giro di ieri anche il quadrante del Tormo ha superato quota 350 portandosi a 360 taxa. Notevole in un prato lamivo dominato da Carex hirta la presenza diffusa di Cardamine hayneiana, finora rinvenuta con presenze assai limitate. Il giro di stamane fa invece superare quota 400 al quadrante di Ripalta, e ha permesso di rinvenire un'ulteriore stazione di Urtica urens, sporadica ai piedi di un muro. Visita anche alle suggestive "fughe" di Rovereto, ove predomina nel sottobosco Symphytum bulbosum, mandando a rotoli anche la possibilita' di distinguerlo da S.tuberosum sulla base dell'habitat. Un esemplare di Stachys sylvatica, rara in pianura, e alcuni inselvatichiti di Viola obliqua. Notevole anche un insediamento di Ajuga genevensis, abbastanza lontano dalle altre stazioni sinora conosciute, e un grosso cespo di Carex paniculata, per il quale vale lo stesso discorso. Franco ========================== From ezanotti@provincia.brescia.it Mon Apr 23 13:43:18 2001, latest/873 Subject: Giro pomeridiano all'Oglio Caro Franco, ieri, 22 aprile, mi e' venuta voglia di ghiaione d'Oglio, cosi' ho fatto un giro alla "rotonda" (a Sud della C.na S.Marco di Soncino), fin quasi al ponte della SP1, in sponda destra c/o greto, radure e bosco ripario. Ti mando quanto osservato e, in alcuni casi dubbi, controllato: Valerianella locusta Carex remota (Presso l'oasi dei pensionati) Cornus sanguinea ssp.australis (oltre 10 campioni e' sempre australis) Melica nutans Veronica persica V.hederifolia Viburnum lantana V.opulus Crataegus monogyna Ligustrum vulgare Urtica dioica Poa annua Poa trivialis Poa pratensis Poa bulbosa var.vivipara (abbondantissima) Dactylis glomerata Vinca minor Lamium maculatum Sinapis arvensis Solanum dulcamara Quercus robur Populus nigra Populus canescens Populus x euroamericana Geranium robertianum Geranium rotundifolium Lysimachia vulgaris Phragmites australis Salix purpurea Salix alba Salix eleagnos Carex pendula Carex pallescens Carex sylvatica Carex elata Allium ursinum Berberis vulgaris Bellis perennis Artemisia vulgaris A.verlotiorum Ciao. A presto. ========================= From franco@garz.net Mon Apr 23 15:50:33 2001, latest/874 Grazie Eugenio per le sempre preziose segnalazioni Risultano nuove per il quadrante (il mitico 05253, Villanuova, il piu' ricco quadrante della pianura padana) Cornus sanguinea ssp.australis (Io trovo solo la ssp.sanguinea, peli semplici) Geranium robertianum Le altre utili conferme di specie gia' segnalate, ma e' dura tirar su i numeri quando si raggiungono certi livelli! (712 taxa, per la precisione). Franco ================== From franco@garz.net Wed Apr 25 21:27:28 2001, latest/882 Oggi giro nel quadrante di Olmeneta con Fabrizio, trovando ben 52 nuovi taxa, arrivando cosi' a quota 310. Interessanti conferme di Anthyllis vulneraria e Stachys recta in un incolto ghiaioso (ghiaia artificiale, un breccino di dolomia), dove abbiamo anche trovato 2 piantine di Mahonia aquifolium e nei pressi del quale anche Orlaya grandiflora e Phacelia tanacetifilia. Sulla scarpata di un recente sovrappasso della ferrovia un'abbondante presenza di una graminacea mai vista altrove, forse artificialmente introdotta come consolidante. Forma cespi compatti con brevi stoloni laterali, con dimorfismo fogliare che mi aveva fatto pensare a Festuca heterophylla, ma le foglie basali sono a V, non cosi' convolute come in heterophylla. Parrebbe essere Festuca nigrescens Lam., condizionale d'obbligo visto che non sono in grado di esaminare le sezioni fogliari (per quel che si puo' con un binoculare e senza coloranti, assomigliano abbastanza). A qualcuno risulta l'impiego di questa o altre graminacee come antidilavanti sulle scarpate stradali? Franco ============================= From franco@garz.net Thu May 3 23:34:28 2001, latest/900 Subject: Rhinanthus Ricco bottino in un giro pomeridiano alla famosa morta di Abbadia Cerreto. Sulla via fermata al cimitero di Chieve, ove trovo esemplari isolati di Urtica urens, Urtica membranacea e Veronica peregrina, rarita' che da sole basterebbero a riempirmi di soddisfazione. Poco oltre vedo che una delle poche stazioni di Petasytes hybridus e' tuttora popolata, malgrado siano riusciti ad arare fin dove il rischio di finire col trattore nel fosso diventava eccessivo. A piedi dal paese alla morta rieco a colmare qualche lacuna "banale", come Leucanthemum vulgare, Sinapis arvensis, Potamogeton perfoliatus, Reseda lutea, Saxifraga tridactylites e simili, nonche' ad accertare una nuova stazione di Thelipteris palustris, per la gioia di Enzo. Scopo della gita e' la raccolta di esemplari fioriti di Rhinanthus, visti l'anno scorso al termine della fioritura, dove l'unica corolla che avevo trovato mi aveva fatto pensare a Rh.personatus. Il Rhinanthus e' in piena fioritura per ampio tratto di una capezzagna, ma la decisione se la corolla sia aperta o chiusa da' adito ad incertezze. Nel dubbio propenderei per Rh.minor, visto che Rh.personatus viene ritenuto un endemismo apenninico. Vi allego comunque un paio di immagini per cercar di coinvolgervi nel quiz. Magari Giancarlo ha visto il vero personatus e puo' cavarmi il dubbio. Costeggiando la morta incappo in svariati Carex, alcuni dei quali mai visti in precedenza: si tratta di C.vesicaria e di C.punctata, entrambi mai segnalati in provincia di CR e il secondo neppure negli immediati dintorni, che io sappia. Raro anche C.panicea che ho dovuto rideterminare, non ricordandomi piu' dei precedenti incontri (cosa che mi succede spesso con i Carex). Osservo anche con piacere la presenza di specie gia' segnalate, ma meritorie di conferma: Spirodela polyrhiza, Clematis recta e Nymphaea alba, questa molto ridotta rispetto a Nuphar luteum, forse per la presenza di nutrie, di cui posso ammirare una famigliola con madre e 3-4 figli. Malgrado il danno alle ninfee non riesco a guardarle con antipatia: per quel che riguarda i danni alla flora spontanea sono sempre un nulla rispetto agli agricoltori. Piu' che soddisfatto per l'abbondanza di osservazioni riprendo la via di casa, fermandomi solo per dare un'occhiata a un vecchio muro di mattoni dove mi era parso un mese fa di vedere le rosette di Draba muralis. Le rosette erano di banalissime Arabidopsis thaliana, ma accanto ai frequenti ciuffi di Asplenium trichomanes ne osservo uno decisamente anomalo. Gioisci con me, o Enzo, si tratta di un esemplare di Asplenium septentrionale, che vedo per la prima volta in vita mia (foto escluse). Ne ho raccolto due fronde di cui vi mando l'immagine, sicuro che al mio scrupolo di non far danno a tale incredibile presenza si contrapporra' la demolizione del muro intero per far posto a qualche piacevole edificio geometrile, con il suo bell'intonaco fresco e le tapparelle. Ma intanto potra' ancora disperdere le sue spore nel vento, chissa' che il miracolo non si ripeta su qualche altro vecchio muro li' vicino. Franco Allegati: vedi http://flora.garz.net/immagini Asplenium_sept.jpg Rhinanthus-fio.jpg Rhinanthus.jpg ============================= From franco@garz.net Sun May 6 17:16:08 2001, latest/907 Subject: Genivolta Giro nel quadrante di Genivolta, regno di Rodolfo Frigoli. Ci vado con poche speranze, visto che il quadrante e' gia' ricco di 520 specie. Ma Genivolta ha ancora in serbo molte sorprese, e alla fine il bottino e' di ben 28 nuovi taxa. Fra questi alcune assolute rarita': Cynoglossum officinale Lathyrus sphaericus Vicia lutea Arabis glabra Artemisia abrotanum Foeniculum vulgare. Carex praecox La pianura non cessa di stupire! ======================== From ProsserFilippo@museocivico.rovereto.tn.it Wed May 30 16:04:05 2001, latest/963 Subject: escursione Pederobba Il 20 maggio come convenuto abbiamo effettuato un'escursione di rilevamento nel quadrante di Pederobba (Treviso). Nonostante l'apparente uniformità del paesaggio, abbiamo censito la presenza di 527 entità. Data la meta prescelta, hanno partecipato soprattutto persone attive in Veneto (e Trentino): Argenti, Fent (+ amico del WWF Feltre), Casarotto, Masin, Prosser e Scortegagna, che ha avuto il non facile compito di compilare la lista (è stato lui a predisporre l'elenco floristico in allegato). Sono stati esplorati ambienti promettenti per le pteridofite, ma censendo tutto quello che capitava a tiro. Tra gli ambienti interessanti, la forra iniziale (con Omphalodes, Hypericum androsaemum etc.), un prato magro con varie orchidee (Serapias vomeracea, Ophrys apifera, O. holoserica, Orchis morio, O. tridntata...), un prato magro montano floristicamente quasi inesauribile (con Asphodelus, Narcissus, Carex umbrosa, Crepis dinarica, etc. etc. etc. e ancora etc.), ambienti di cresta con acidificazione (ad es. Carex pilulifera), un fosso lungo il Piave (qui Masin ha scovato in "zona cesarini" Equisetum palustre) e il suo greto (con ambienti aridi molto vari (tra l'altro, Thesium divaricatum, almeno per me una bella novità). Al margine di una strada, Bromus willdenowii, che evidentemente si sta diffondendo sempre più. Se non sbaglio, 18 pteridofite censite, ma soprattutto una splendida giornata in compagnia in un ambiente floristicamente al di sopra di ogni previsione (solo una minima parte della zona è stata percorsa, e vari ambienti - ad esempio zone rocciose, prati aridi etc. - non sono stati nemmeno visitati). Innumerevoli le occasioni di confronto su gruppi critici: in molti casi ho notato una confortante convergenza di opinioni; talvolta, ce la siamo cavata con "s.l." e "agg."... Comunque, la lista allegata può aprire varie questioni (ad esempio quella di Agropyron pungens/intermedium). Abbiamo convenuto di ripetere l'incontro in settembre (la proposta è quella di cartografare un quadrante ancora sguarnito nell'area euganea in settembre). Filippo Prosser Allegati: vedi http://flora.garz.net/documents filename="gitaPederobbia.doc" ======================= From franco@garz.net Fri Jun 8 15:24:26 2001, latest/968 Subject: Nuove cremasche Stamane breve giro nei dintorni, quantitativamente scarso (50 dati, quasi tutte conferme), ma qualitativamente molto ricco. Poco discosto dal cimitero di Ripalta Nuova scopro l'esistenza di una forra boscata di cui non conoscevo l'esistenza. Sotto il cartello "Parco del Serio, divieto di scarico" l'immancabile divano rimasto in bilico a mezza costa. Qui, oltre al divano, numerosi cespi di Dryopteris filix-mas, uno di Polystichum aculeatum e, pensate!, uno di Cystopteris fragilis. Segnalata da Anonimo in 'Cremona e la sua Provincia, Botanica' nel 1863 "...luoghi incolti umidi e ombrosi" non era stata piu' ritrovata in Provincia ne', a quanto ne so, nelle zone di pianura delle provincie limitrofe. Nel vicino cimitero di Ripalta Guerina (dove si trova una Villa Toscanini), fra la ghiaia dei vialetti un robusto esemplare di Limonium sinuatum, altra conferma di una imminente invasione della Padania da parte della flora mediterranea. Sebbene i suoi fiori recisi trovino larghissimo impiego nei vasi che adornano le sepolture, e' questa la prima volta che vedo un esemplare spontaneizzato. In una piccola forra presso Montodine finalmente colgo i frutti della lezione di Festi sui rovi. Fiori rosei, ma filamenti di stami e pistilli verdi, arrivo con le sue chiavi e trovo conferma da quelle di Flora Helvetica a Rubus bifrons, mai prima d'ora segnalato in Provincia. Anche se resta sempre qualche dubbio: le spine non sono diritte come dice Festi, ma rivolte verso il basso (come dice Flora Helvetica). Gia' altre volte mi sono cimentato coi rovi, arrivando sempre ai soliti R.ulmifolius e R.caesius, malgrado evidenti differenze morfologiche che, da quanto ho capito, non possono essere prese in considerazione per definire buone specie. Ma la variabilita' delle spine, angolosita' dei fusti e loro colore, forma delle foglie e' veramente ampia. Rovi con fusti pochissimo anglosi, verde pruinosi, spine piccole e rade che avrei giurato essere dei R.caesius fioriscono con ricche pannocchie terminali di fiori con petali rosei e filamenti decisamente arrossati: R.ulmifolius dunque, o qualcos'altro ancora? In ogni caso, per oggi mi sento soddisfatto. Un saluto a tutti voi, Franco =========================== From franco@garz.net Sun Jun 10 22:03:47 2001, latest/970 Subject: Bocca del Vacchelli Sono tornato alla bocca del canale Vacchelli, dove viene derivata l'acqua dall'Adda. Non sono ancora riuscito a scoprire come ci si arriva in macchina e questa e' probabilmente la causa della fortuna del luogo. Cosi' ho percorso circa due km. di alzaia prima che la flora diventasse sorprendente. Non che la passeggiata sia stata inutile: una piccola deviazione portava a un fontanile in ottima salute, con le sponde ricolme di Thelypteris palustris. Ma poi, su una passerella di servizio un cotto ho incontrato un tripodio di piante xerofile: Medicago minima e M.falcata, Trifolium scabrum, Thymus alpestris, Eryngium campestre, Globularia punctata, Vulpia myuros e V.ciliata, Petrorhagia saxifraga, Poa compressa. Erano anni che non vedevo piu' Globularia punctata ed'e' la prima volta che trovo Poa compressa. A dire il vero per lungo tempo ho preso Poa pratensis per Poa compressa, ingannato dai suo fusti ovali: solo oggi ho capito cosa si intende per culmi appiattiti! Poco oltre un muro in cotto leggermente inclinato, che si eleva lungo la sponda di 3-4 metri sopra il livello dell'acqua, era tutto verdeggiante di vegetazione, ove preponderante sembrava A.ruta-muraria, ma vi si potevano contare un gran numero di specie diverse, anche se un analisi accurata era resa impossibile dalla vista solo dall'alto. Ma si vedeva bene A.trichomanes e una composita dai fiori gialli e rosette di foglie lineari, intere. Per fortuna questa composita si rivelava abbastanza frequente anche nelle crepe di muretti piu' accessibili permettendomi la raccolta di un esemplare. Certamente uno Hieracium, dovrebbe trattarsi di H.piloselloides, condizionale d'obbligo visto il genere da me assai poco frequentato, confortato dal fatto che Zanotti ha trovato anche lui questa specie nei pratelli aridi lungo l'Oglio, in stazioni analoghe alla mia. Vista la situazione non sorprendeva la presenza di Potentilla tabernaemontani e Teucrium chamaedrys, ma mi ha lasciato di stucco un esemplare di Trifolium montanum. Anche questo gia' osservato da Zanotti nel mitico bosco di c.na Adua e citato dal Sanseverino nel suo elenco della flora cremasca del 1843, ma mai piu' rivisto nel Cremasco da allora. Da qui alla bocca del canale mancava ancora un chilometro, troppo per la mezzora di tempo che potevo dedicarci ancora, e poi e' bello sapere che c'e' ancora un luogo che promette ulteriori scoperte. Cosi' sono tornato sui miei passi, ripromettendomi di tornare presto in questo luogo di sogno, anche sotto il profilo architettonico/paesaggistico. E tornando ho visto ancora un rovo dall'aspetto di R.ulmifolius, ma con filamenti bianco-verdicci, che in mancanza di meglio ho cominciato a chiamare Rubus bifrons. Se e' davvero esatta questa determinazione, chissa' quanto ce n'e' in giro, sinora confuso con R.ulmifolius, che era presente pure lui, con i suoi bravi filamenti tutti arrossati. Insomma, un'altra uscita piena di scoperte interessanti. Un saluto da Franco =========================== From ezanotti@provincia.brescia.it Mon Jun 25 08:38:11 2001, latest/1012 Subject: Uscita di sabato Cari Franco e Fabrizio Vi mando, (anche per Enzo) dopo verifica, l'elenco delle specie raccolte per controllo nelle due località visitate sabato scorso: 23-6-2001 - Località Cascina Bellopera (Bompensiero di Villachiara) - Incolto umido: Bromus commutatus Oenothera erythrosepala Centaurium pulchellum Lotus tenuis Lemna gibba Melilotus altissima Euphorbia platyphyllos 23-6-2001 - Località Nantes (Bompensiero di Villachiara) - Golena ghiaiosa: Oenothera biennis Poa nemoralis (quella che mi ha dato Franco per controllo) PS: gita alquanto fruttuosa dato che per alcune specie trattasi di prima segnalazione per la pianura centro-occidentale (Lemna gibba, Alisma lanceolatum, Lotuis tenuis, Rubus bifrons) o riconferme di specie alquanto rare (Melilotus altissima, Blackstonia perfoliata, Centaurium pulchellum) Alla prossima. Eugenio ================================ From uffcrea1@provincia.brescia.it Tue Jul 3 18:52:14 2001, latest/1045 Subject: Quadranti di Orzinuovi e Villachiara Caro Enzo, sono riuscito finalmente a fare un giro (nel ...quasi fresco del tardo pomeriggio) nei due quadranti per i quali mi hai inviato l'elenco delle specie comuni che non risultano segnalate e Ti mando il resoconto di quello che ho messo insieme: Quadrante di Orzinuovi (tratto percorso il 27.6.2001: Orzinuovi - C.na Fenil Grosso - C.na Alderina - C.na Cesarina e ritorno) - Ti confermo tutte le specie in elenco tranne: Ficus carica e Prunus spinosa. Ho annotato inoltre: Abutilon theophrasti, Acer campestre, Brachypodium pinnatum, Bromus hordeaceus, Bryonia dioica, Capsella bursa-pastoris, Cerastium glomeratum, Cirsium arvense, Cornus sanguinea, Crataegus monogyna, Dactylis glomerata, Eragrostis pilosa, Galium aparine, Hedera helix, Humulus lupulus, Hypericum perforatum, Lapsana communis, Leersia oryzoides, Lemna minor, Lemna minuta, Lemna trisulca, Lolium multiflorum, Matricaria chamomilla, Parietaria officinalis, Phytolacca americana, Platanus hybrida, Poa trivialis, Poa pratensis, Polygonum hydropiper, Populus x eurocanadensis, Quercus robur, Robinia pseudoacacia, Rubus ulmifolius, Salix alba, Salix purpurea, Sambucus nigra, Tamus communis, Sorghum halepense, Stellaria media, Typhoides arundinacea, Ulmus minor, Ulmus pumila, Urtica dioica, Vinca minor, Verbascum blattaria, Verbascum phlomoides. Ciao. A presto. Eugenio. Quadrante di Villachiara (tratto percorso: Orzinuovi - Villa Gavazza - C.na Motta e ritorno) - Ti confermo tutte le specie in elenco tranne: Salvia pratensis e Cruciata laevipes. Ho annotato inoltre: Amaranthus retroflexus, Amaranthus chlorostachys, Arrhenatherum elatius, Bromus hordeaceus, Bromus willdenowii, Bromus sterilis, Bryonia dioica,Cirsium arvense, Cornus sanguinea, Crataegus monogyna, Crepis foetida, Dactylis glomerata, Elodea canadensis, Equisetum telmateja, Geranium dissectum, Groenlandia densa, Hedera helix, Humulus lupulus, Hypericum perforatum, Lemna minor, Matricaria chamomilla, Parietaria officinalis, Phytolacca americana, Platanus hybrida, Poa trivialis, Populus x eurocanadensis, Potamogeton pectinatus, Quercus robur, Robinia pseudoacacia, Rubus ulmifolius, Salix alba, Sorghum halepense, Stellaria media, Typhoides arundinacea, Ulmus minor, Urtica dioica, Verbascum phlomoides. ======================= From franco@garz.net Fri Jul 6 15:07:12 2001, latest/1060 Subject: Morta di Abbadia Cerreto Stamane giro ad Abbadia Cerreto (LO) per controllare una popolazione di Oenothera che un mese fa non era ancora fiorita. Naturalmente nel frattempo era stato completamente falciato il ciglio di sterrata ove cresceva, ma con un colpo di fortuna un esemplare era riuscito a ricacciare dalla base e a produrre qualche fiore, abbastanza per verificare che si trattava di Oe.suaveolens. Li' accanto vedo un buon numero di piante di Solanum nigrum? con foglie cosi' diverse dal tipo da convincermi a portarne a casa un esemplare. Ripescando un lavoro di Banfi dell'87 sembra proprio trattarsi di Solanum chenopodioides Lam., forse gia' visto in precedenza senza che avesse attirato la mia attenzione. Non essendo citato da Pignatti non ho idea della sua attuale diffusione. Ricordo a proposito di Solanum che anni fa Zanotti mi aveva passato un lavoro (mi pare di Soldano) sulle presenze in Italia del gruppo di S.nigrum ove, mi pare, si sosteneva che il color giallo delle bacche non e' un carattere esclusivo di S.luteum. Purtroppo non trovo piu' quelle fotocopie e vorrei qualche conforto per sapere se si tratta solo di rimbambimento senile o se in effetti tale lavoro esiste davvero. Ricordo anche che conteneva una chiave assai chiara. Li' a un passo c'e' la famosa morta dell'Adda, ricca di specie altrove quasi ovunque scomparse. Al momento la porzione settentrionale, con un ampio specchio di acqua libera, vede le fioriture di Nymphaea alba e di Nuphar luteum, nell'acqua immobile i fusti fogliosi di Myriophyllum verticillatum e di Hippuris vulgaris sembrano stalagmiti. A Sud uno slargo aperto nella fitta cortina di Phragmytes australis e' interamente coperto da Lemna minor, Spirodela polyrhiza e Salvinia natans. Al margine della morta e lungo il canale di gronda inizia ora una abbondantissima fioritura di Allium angulosum, che sostituisce quella precoce di Leucojum aestivum e la successiva di Rhinanthus minor. Putroppo avevano appena sfalciato il margine opposto, dove avevo trovato un temp Blackstonia perfoliata e Lindernia dubia: solo Centaurium pulchellum ingentiliva gli spuntoni smozzicati dei carici. Le cannuce di palude offrono supporto a Calystegia sepium, ma anche a Galium elongatum, specie tutt'altro che comune, mentre qua e la' iniziano ad apparire le vistose macchie di colore del Lythrum salicaria. Uno dei pochi gioielli ancora rimasti alla povera pianura! Franco ===================== From ezanotti@provincia.brescia.it Fri Jul 6 15:43:22 2001, latest/1061 I resoconti delle Tue uscite, sempre poetici e, direi, dannunziani (in senso letteral-descrittivo), mi fanno salire la voglia di piantare qua tutte le determinazioni, le delibere ed i pagamenti e saltare in un fosso ombroso a cercar verde. Stasera guardo per il Solanum. A presto. Eugenio ===================== From franco@garz.net Sun Aug 5 19:18:44 2001, latest/1133 From: Franco Giordana Subject: Ferie Malgrado d'Agosto la parola Ferie evochi subito giorni oziosi ai mari o ai monti, qui si tratta di una piccola frazione di S.Bassano, abbarbicata sulla scarpata morfologica che distingue il solco vallivo dell'antico corso del Serio, in prossimita' della sua originaria immissione nell'Adda. Ai piedi della scarpata una serie di prati torbosi solcati da numerosi fossati di drenaggio. Luogo gia' visitato in passato e in parte oggi alquanto malridotto per la trasformazione di un piccolo stagno in un laghetto di pesca "sportiva" con eliminazione di tutta l'originaria vegetazione acquatica e di sponda. Forse perche' in precedenza mai visitato d'Agosto, il sito ci ha offerto oggi un numero imprevisto di notevoli sorprese. I fossetti erano ricolmi di Hydrocharis morsus-ranae in fiore, sulle sponde abbondante Thelypteris palustris e un gruppetto di Succisella inflexa. Fra l'onnipresente Cyperus longus anche alcuni esemplari di C.fuscus e di C.flavescens. Ma l'emozione maggiore e' stata quella di trovare alcuni scapi di Myriophyllum verticillatum emergere dal pelo dell'acqua di uno dei fossi di colo, abbonantemente fogliosi ma non fioriti, spuntando da un ammasso di Chara foetida. Se Marconi e' ancora interessato... io sono a casa almeno fino a Ferragosto. Ho anche guardato con attenzione se ci fossero tracce di Aldovranda, ma per quella nulla da fare. In compenso sul ciglio di una campereccia ho finalmente visto Leontodon autumnalis, che fino a questa primavera confondevo con Hypochoeris radicata. Non solo la pianta e' verde anziche' glauca, ma l'aspetto delle foglie basali e dei capolini e' del tutto simile a quello di Leontodon hispidus, con il quale l'avrei confuso se non fosse stato per gli scapi, da cui si dipartono uno o due capolini secondari lungamente peduncolati. Franco ===================== From franco@garz.net Fri Sep 21 16:11:51 2001, latest/1183 Subject: piante misteriose Stamane breve giro alla periferia di Lodi, in un quadrante in minima parte cremonese, quel tanto da giustificare le mie incursioni. La nuova tangenziale Est di Lodi e' finita, ma non ancora aperta al traffico: negli svincoli e sulle scarpate, ove vi sono probabili apporti di terra proveniente da chissa' dove, ampia presenza di avventizie. Interessanti numerose colonie di Tussilago farfara, rara per la pianura, e un paio di stazioni di Petasites hybridus (ancor piu' raro) sul ciglio della strada "vecchia" e quindi probabilmente autoctone. In un rondo' ove il terreno e' ancora in gran parte nudo, Ambrosia artemisiifolia, Datura stramonium, Polygonum spp. e Amaranths spp.. Fra queste due anomale presenze: uno Xanthium e una scrofulariacea di cui allego immagini. Lo Xanthium ha frutti decisamente sferici, con spine uncinate fitte e piu' brevi del solito, privi delle due spine apicali, sostituite da una zona depressa. Le spine laterali sono pelose e le foglie hanno base cuneata. L'assenza delle due spine apicali, ne' dritte ne' curve, non permette l'identificazione con le chiavi di Pignatti. Nuova avventizia? mostruosita? La pianta e' debolmente aromatica e i frutti contengono semi apparentemente ben formati. La scrofulariacea ha fiori che ricordano quelli della Digitalis o di Penstemon, per quanto meno appariscenti e con corolla bianca, con qualche lieve nacchia violacea. Le foglie sono lungamente picciolate e divise piu' o meno profondamente in tre segmenti. Corolla debolmente zigomorfa con un lembo poco piu' lungo e acuminato degli altri. Stami 4, calice a 5 lobi acuti, frutto una capsula contenente numerosi semi. La pianta e' decisamente fetida, con odore simile a quello di Scrophularia. Seguendo le chiavi di Pignatti si giunge a Digitalis, ma nessuna specie di quel genere ha foglie come questa. Si direbbe una pianta da giardino inselvatichita, ma non ricordo di averne mai viste in giro. Chiedo percio' soccorso alla vasta esperienza dei lettori della mailing list. Ringraziandovi anticipatamente, Franco filename="Sesamum-fio.jpg" filename="Sesamum-fg.jpg" filename="Sesamum.jpg" filename="Xanthium.jpg" ------------------------- NOTA DEL CURATORE: si trattava di Sesamum indicum, Zanotti det. FG ------------------------- ===================== From ProsserFilippo@museocivico.rovereto.tn.it Wed Oct 3 09:16:24 2001, latest/1219 Subject: escursione Teolo Domenica 16 settembre Roberto Masin ha guidato un'ulteriore bella escursione sui Colli Euganei. Erano presenti una quindicina di persone (a occhio), tra cui vari floristi provenienti soprattutto dal Veneto (Scortegagna, Casarotto, Argenti, etc.) e dal Friuli-Venezia Giulia (Costalonga, Pavan, Bertani). Come al solito, è stata un'ottima occasione per riallacciare contatti e discutere problemi floristici. L'escursione ha interessato il Monte della Madonna nella parte settentrionale dei Colli, del quale sono stati visitati sia il versante sud con ambienti decisamente aridi (tra l'altro Briza maxima, Trifolium glomeratum, Peucedanum officinale, etc.), sia il versante nord con ambienti freschi (con specie rare per i Colli, come Epilobium angustifolium, Staphylea pinnata, Digitaria grandiflora...). Silvio Scortegagna anche questa volta ha compilato la scheda, compito tutt'altro che facile date le continue chiamate di specie rinvenute da parte di un po' tutti i componenti del gruppo. Silvio ha trascritto anche questa volta l'elenco delle specie rinvenute (vedi allegato): si tratta di ben 412 entità. Filippo Prosser filename="gitaTeolo160901.doc" ========================= From: "federici germano" Subject: escursione alla Costa del Palio Date: Sun, 18 Nov 2001 10:31:29 Ieri, sabato, ho effettuato una bellissima escursione. Partito da Fuipiano, ho raggiunto dapprima la località Tre faggi, per poi toccare in progressione lo Zucco di Pralongone, i Canti, lo Zuc di Valmana, la Costa del Palio e raggiungere infine la sorgente Forbesette sulle pendici settentrionali del Resegone. L'escursione è stupenda sia dal punto di vista paesaggistico che naturalistico. Le ampie panoramiche sulle Orobie e frammenti della restante catena alpina, oltre che sulla val Imagna, la Val Taleggio e la pianura già da sole giustificherebbero la visita alla zona. A ciò s'aggiunge l'interessantissima ambientazione geomorfologica del territorio attraversato: dall'ampio pianoro costituito dai detriti di versante su cui giace Fuipiano, si passa sul grigio Calcare di Zu, che dà origine alle morbide forme dei pascoli verso i Tre faggi. Il sentiero poi risale le facili creste in Dolomia a Conchodon dello Zucco di Pralongone, lungo cui è facile osservare bellissimi esempi di faggi schiacciati e quasi accartocciati al suolo dal vento e dal peso della neve. Il sentiero di cresta si snoda in un breve gioco di pinnacoli e di accumuli detritici, com'è abitudine della dolomia: nulla di imponente, ma una graziosa miniatura di ciò che è possibile ammirare, con ben altro rilievo, in altre località delle Prealpi. Le bancate metriche della dolomia cedono il passo ad alcuni affioramenti molto belli di Calcare di Sedrina, con liste di selci nere e lucenti che sono probabilmente responsabili della transizione da arbusteti con Rhododendron hirsutum a quelli con R.ferrugineum. L'alternanza di flora basifila e ossifila, osservata l'altr'anno assieme a Mimmo, certo non evidente di questa stagione, ma testimoniata anche dalla ritmica comparsa di macchie a betulla, continua oltre lo Zuc di Valmana, lungo la cresta del Palio, impostata sul Calcare di Moltrasio, pure ricchissimo di selci nere. Scendendo verso la Bocca del Grassello ho trovato una piccola stazione di Polystichum brauni, mentre alla pozza d'alpeggio situata proprio al passo ho prelevato campioni di alchemille, ancora in perfetto stato e fiorite, oltre che un campione di Callitriche. Avendo notato che la pianta acquatica presentava una buona fruttificazione, ho proceduto alla raccolta di campioni in altre tre o quattro pozze della zona, con il medesimo risultato. Evidentemente le Callitriche fruttificano molto tardi: vi invito pertanto a raccogliere esemplari di queste piante nelle vostre prossime escursioni, in modo da procedere all'invio di un congruo numero di campioni all'esperto indicato da Franco.Inoltre, poiché è prossima la spedizione di Alchemille a Frohener, vi invito a farmi pervenire i vostri campioni in modo che possa allestirli. Tornando all'escursione, segnalo che lungo il sentiero che porta alla sergente Forbesette, in pieno bosco, è stata allestita da un'associazione lecchese una mostra all'aperto, con tanto di cartelloni molto didattici e ricchi di informazioni, che illustrano alcune attività tradizionali ormai desuete, quali la produzione di carbone di legna e di calce, grazie all'allestimento di una pojàt e il recupero di una calchera. Mi dispiace solo di non aver potuto procedere oltre, verso Morterone, per poi risalire alla cresta del Palio, cosa che farò prossimamente. Caro Pino, che ne dici di organizzare una futura gita sociale del FAB proprio lungo questo itinerario? Si potrebbe pensare a tre proposte di itinerario diverse, per le diverse gambe, ma tutte con la medesima meta comune, raggiungibile anche con una jeep (sto pensando a Claudio Brissoni): la costa del Palio. ciao, germano ========================= From: "federici germano" Subject: escursione in val di Riso Date: Sun, 25 Nov 2001 21:13:18 Enzo ed io sabato pomeriggio abbiamo risalito la val di Riso partendo dall'omonima frazione (quadrante 0124/2), una discreta forra che può essere risalita con qualche problema, dovuto a un sentiero che si perde su ripidi versanti boscosi. Dopo aver faticato un poco senza grande costrutto per la banca dati, siamo finiti sulla mulattiera che collega Campello di Gorno con Chignolo. Abbiamo rinvenuto spettacolari stazioni di Dryopteris remota, Polystichum braunii e dell'ibrido P.x lursenii (prima segnalazione per la Bergamasca), un bestione alto più di un metro, presente con diversi cespi. La zona del ritrovamento merita ulteriori indagini, tanto più sapendo che la nostra escursione si è interrotta all'altezza di Oneta per il gelo e il buio incombente. Qui la forra dà origine a una biforcazione che, con un largo giro permette di risalire alla Madonna del Frassino o di ritornare a Chignolo. ========================= From: "GIOVANNI PERICO" Subject: R: escursione in val di Riso Date: Sun, 25 Nov 2001 22:44:41 Oh impavidi uomini dell'umide e fredde forre, che solo il gel e le tenebre le imprese arresta, mi congratulo con voi per l'eccezionale ritrovamento. Ma chiedo: Polystichum x lursenii, chi sei e come ti presenti a noi poveri erranti di piante cercatori. Mimmo ========================= From: "GIOVANNI PERICO" Subject: breve giro Date: Mon, 10 Dec 2001 15:32:23 Questa mattina un breve giro tra Comun Nuovo e Verdello. Ovviamente poca roba trovata; almeno anche questo quadrante (03244), non certo tra i top per ricchezza floristica, sale oltre quota 400 che per la pianura rappresenta comunque un buon traguardo parziale. Di interessante ho trovato, lungo un fosso, Scrophularia umbrosa, unica stazione che collega quelle dei fontanili al confine con CR con le rarissime di collina. Sono ormai 14 le segnalazioni di questa pianta che Pignatti non dà presente nelle nostra zone. Poi Conium maculatum in grande quantità. Le varie ramificazioni del Morla e i fossi vicini sembrano ricchi di questa enorme ombrellifera, molto rara in altre zone. Poi ancora Geranium pyrenaicum, assai raro in pianura. Lungo un ramo del Morla che segna il confine tra Comun Nuovo e Verdello, Geranium nodosum e Asperula taurina, Lamiastrum galeobdlon stazioni che confermano quelle di Stezzano di Luca, sempre comunque legate ai vari rami del Morla. Direi presenze di pregio per la piana, insieme a Asarum europeum trovato due anni fa (Renato, per il tuo gruppo di lavoro, se vuoi i punti precisi delle stazioni fammelo sapere). Gino, ho provveduto poi a sostituire Astragalus onobrychis in purpureus gramlii. Ciao a tutti, Mimmo