From ProsserFilippo@museocivico.rovereto.tn.it Wed Oct 11 09:03:33 2000, latest/503 Subject: R: urtica+Pinguicula Colgo l'occasione per passare a flora@garz.net un botta e risposta tra me e Filippo Tassara, che - come vi ricorderete - è l'esperto di piante carnivore che ha lanciato l'appello (vano, purtroppo) in merito all'Aldrovanda. L'argomento è Pinguicula e Filippo Tassara viene in soccorso alle mie perplessità. Ciao a tutti, Filippo Prosser >Vedo che ti destreggi bene con Pinguicula vulgaris/leptoceras. Io ammetto >che in non pochi casi mi sono sentito frustrato: al primo esemplare di una >data popolazione ho un'impressione, ne guardo altri 3-4 e talvolta >l'impressione viene ribaltata... In altri casi sembra che le cose >funzionino, ma una caratterizzazione ecologica delle due entità mi sfuugge >comletamente. >Tu hai senza dubbio una preparazione specifica e delle idee ben chiare in >merito. Potresti darmi qualche lume? E' solo dall'anno scorso che conosco la differenza tra le due (ne ho viste per anni e anni in montagna, ma non mi ero mai posto il problema) e le osservazioni fatte quest'anno non sono state numerosissime, ma quello che ho visto mi è apparso abbastanza chiaro. Premetto che distinguere piante sterili è considerato impossibile anche dai maggiori esperti di Pinguicule; carattere sicuro è dall'altra parte la forma del frutto che è appuntito in P. vulgaris e arrotondato in P. leptoceras. I fiori sono simili, ma quelli di vulgaris sono più piccoli, hanno sperone più corto (questo devo ancora verificarlo bene) e un colore tipico più scuro e violetto (anche se P. leptoceras è variabilissima e a Madonna di Campiglio ho trovato tutta la gamma da quasi bianchi a totalmente viola; era difficile trovare un fiore uguale ad un altro!). I tre lobi inferiori della corolla sono ampi in P. leptoceras, anche se non sempre "ricoprentisi tra di loro" come dicono i miei libri, mentre in P. vulgaris sono più stretti e più separati tra loro. In P. vulgaris la macchia bianca è localizzata nella fauce e quando si estende alla radice dei lobi inferiori è intera, mentre P. leptoceras ha spesso (e tipicamente) tre macchie bianche, una su ciascun lobo, divise dalla macchia nella fauce da una zona viola. Anche i due lobi superiori sono più ampi in P. leptoceras e il fiore ha spesso un aspetto più largo e appiattito. Ci dev'essere anche una differenza nei lobi posteriori del calice (forse parzialmente saldati in P. vulgaris), ma ancora non la ho chiarissima. >In Trentino dovrebbero essere comunque entrambe ben >rappresentate (ho in mente una carta di Casper - si scrive così? - in Hegi). Sulle Alpi non possono davvero essere considerate specie a rischio di estinzione, anche se è bene non esagerare con l'ottimismo. So che Casper ha scritto un libro sul genere Pinguicula, ma ancora non ho avuto modo di vederlo. [Filippo Prosser] A proposito, piante sterili di P. alpina sembra possano essere riconosciute dalle altre due: Gutermann mi ha detto qualche anno fa che P. alpina mantiene le radici per 2 anni, e che le più vecchie sono spesse e giallastre. In P. vulgaris/leptoceras durano un anno solo e quindi rimangono sottili (e comunque non sono mai giallastre). Da quel che ho visto io, la cosa funziona. Unito al carattere delle capsule - che non conoscevo - in teoria si dovrebbe ampliare la possibilità di riconoscimento a tutta l'estate. ========================== From ProsserFilippo@museocivico.rovereto.tn.it Wed Oct 11 14:46:44 2000, latest/510 Subject: Pinguicula Filippo Tassara mi manda ulteriori notizie riguardo Pinguicula, tanto interessanti da sentirmi obbligato a "divulgarle". Il carattere delle radici - apparentemente astruso - ha delle ripercussioni sulla biologia di P. alpina e di P. leptoceras+vulgaris veramente singolari. Saluti a tutti, Filippo Prosser [Filippo Tassara] In effetti P. alpina è una specie abbastanza particolare e in genere si riesce a distinguerla anche dalle foglie. Non ho indagato bene sulle differenze (forse ha la nervatura principale più pronunciata..?) e vado un po' a sentimento, ma ce ne sono e di solito questa specie si identifica abbastanza bene a prima vista. Spesso poi assume un colore rossiccio che dovrebbe essere sconosciuto in P. vulgaris e P. leptoceras. Avevo già saputo da varie fonti che P. alpina mantiene le radici durante l'inverno e ciò àncora l'ibernacolo durante l'inverno, mentre quello delle altre specie rimane libero e viene spesso spostato dagli agenti atmosferici, favorendo la dispersione. Si legge spesso che le radici di P. alpina sono giallastre e spesse, ma non che vengono prodotte sottili e poi si ispessiscono. Però probabilmente è vero: l'anno scorso ne avevo vista una con una sorta di radice abbastanza mostruosa che non poteva essere nata così. I semi di P. vulgaris hanno la superficie butterata da crateri molto evidenti, mentre quelli di P. alpina hanno un disegno molto meno deciso. Non ho ancora potuto osservare quelli di P. leptoceras. ========================= From: "Filippo Tassara" Subject: Pinguicula poldinii Date: Thu, 13 Dec 2001 11:37:09, archive/latest/1374 Ciao a tutti! Novità dal fronte carnivoro: è da poco stata ufficialmente descritta l'attesissima nuova specie Pinguicula poldinii Steiger et Casper. Si tratta di una bella pianta a fiori violetti, diversa da P. vulgaris e P. leptoceras, che vive in una piccola zona sui monti vicino a Pordenone. La rivista su cui è stato pubblicato il lavoro è: Wulfenia 8 (2001): 27-37. Buon Natale! Filippo Tassara ========================= From: "GIOVANNI PERICO" Date: Thu, 13 Dec 2001 16:56:25, archive/latest/1375 Benvenuta a Pinguicula poldinii. Colgo così l'occasione per chiedere qualche lume sul duo vulgaris-leptoceras che fatichiamo ancora a capire. Qualsiasi aiuto è ben accetto. Ciao a tutti, Mimmo