From franco@garz.net Sun Oct 1 19:40:03 2000, latest/468 Ritroviamo anche un'abbondantissima stazione di Oplismenus ondulatifolius, in piena fioritura, la graminacea che trovo la piu' "carina" fra tutte. Bello anche ritrovare in questo luogo felice Pulmonaria off., Campanula trachelium e C. rapunculus, Cardamine impatiens, Dryopteris e Athyrium in abbondanza e, ciliegina sulla torta, poter confermare la presenza di 3 esemplari di Castanea sativa, rarissima presenza di origine spontanea di questa specie nella provincia di Cremona, il cui originario ritrovamento si deve a Valerio Ferrari. Saluti a tutti ===================== From lucio.sottovia@tin.it Thu Oct 19 22:20:01 2000, latest/554 Subject: Oplismenus undulatifolius Nei margini interni di un querceto con carpino nero e molta "contaminazione" di robinia, nei pressi di Merano (a 300 m di quota) ,ho trovato oggi , finalmente, Oplismenus undulatifolius. Qualcuno di voi l'ha gia' visto?(In caso affermativo gradirei avere notizie sulla sua distribuzione e sull'ambiente dove e' stato rilevato poiche' il posto nel quale l'ho trovato io non sembra corrispondere pienamente alle condizioni stazionali date dalla letteratura). Filippo di sicuro mi potra' dire qualcosa. Ciao a tutti , lucio.sottovia@tin.it ============================== From 75815384@it.ibm.com Thu Oct 19 22:52:02 2000, latest/555 Subject: Re: Oplismenus undulatifolius Carissimo, ho incontrato sempre O. undulatidolium nei boschi del Parco del Ticino, specialmente a Sud (Bosco Siro Negri, Boschi della Zelata, Etc.). Anche nel bresciano ne esiste qualche piccola stazione ma limitata ai boschi ripariali del fiume Oglio e in una frecsa valletta nel pedemonte Bresciano. E' specie (come io l'ho vista) che in condizioni ottimali (come nel Parco del Ticino) tappezza vecchi querceti e Carpineti costituendo letteralmente lo strato erbaceo. Una insolita stazione l'ho notata in Valtellina, a Novate Mezzola all'imbocco del sentiero che sale in Val Codera. Se ben ricordo era in bosco mesofilo con Aristolochia clematitis ed altre specie insolite per quella latitudime . . . . . e se ben ricordo con quota e clima suppongo simile a quello di Merano. Se ti servono campioni posso inviarteli. Ciao Enzo ============================== From lucio.sottovia@tin.it Thu Oct 19 23:39:05 2000, latest/558 Grazie ad Enzo per le sollecite ed ottime informazioni. Mi pare di capire dunque che Oplismenus prediliga suoli con un discreta disponibilita' idrica, se non proprio zone fresche. A pensarci bene ,anche dove l'ho visto io ,si tratta comunque di suoli profondi e situati al piede del versante. E' vero che forma tappeti pressoche' esclusivi nel sottobosco.E poi era accompagnato da specie come Sambucus nigra, Acer campestre,Brachypodium sylvaticum, cioe' entita' mesofile, quasi ruderali. Ciao Lucio =============================== From ProsserFilippo@museocivico.rovereto.tn.it Fri Oct 20 08:22:49 2000, latest/560 Subject: R: Oplismenus undulatifolius Caro Lucio, il tuo ritrovamento di Oplismenus è senza dubbio interessante. La stazione è però già nota. Questo è quanto ho scritto alcuni anni fa riguardo questa specie in Trentino-Alto Adige. In ogni caso, in alcune zone della fascia pedemontana sembra sia specie ben più diffusa che non all'interno delle Alpi. Ciao, Filippo Oplismenus undulatifolius (Ard.) P. Beauv. (Graminaceae) Reperto: Ds. Torr. Maso 1,5 Km a N del ponte tra Carzano e Scurelle, lungo il sentiero per loc. Masi (Valsugana) [9934/2], 520 m, bosco misto su versante sassoso (silice), 1 Dic 1996, F. Prosser. Osservazioni: Seconda segnalazione (e conferma) per il Trentino. L'unica segnalazione per il Trentino risaliva a Facchini, che rinvenne O. undulatifolius "in Valsugana inferiore ai Serafini tra Tezze e Grigno" (Ambrosi, 1854: 40; Dalla Torre & Sarnthein, 1906: 156); recenti ricerche in loco (cfr. Kiem, 1978: 9; Prosser, 1997) non hanno confermato la presenza di questa specie nella zona di Serafini; anche Pedrotti (1995) non cita questa specie per la Bassa Valsugana. In provincia di Bolzano tutte le stazioni note in base alle segnalazioni riportate da Dalla Torre & Sarnthein (l. c.) sembrano estinte, mentre una nuova ma ridotta stazione è stata rinvenuta in un bosco di roverella da Besl nel 1974 (Kiem, l. c.; in Conert in Hegi, 1979-1997: 70); successivamente è stata rinvenuta in popolazioni più estese all'ingresso della Val Passiria presso Merano (Vondrovsky in Kiem, 1983: 119). In effetti l'ecologia di questa specie non è limitata a boschi paludosi, ma si estende anche a ambienti ombrosi non particolarmente umidi; ciò fa sperare in ulteriori ritrovamenti di questa singolare graminacea, che almeno in teoria può trarre giovamento dalla generale espansione della copertura forestale in atto negli ultimi decenni. La dispersione epizoocora, che caratterizza O. undulatifolius, collegata alla recente espansione del capriolo potrebbe parimenti favorire questa specie: presso Carzano lungo il citato sentiero semiabbandonato si trovano numerose piccole popolazioni di Oplismenus, mentre al di fuori questa specie sembra del tutto assente. Nelle altre province limitrofe appare pianta rara e rientra nella Lista Rossa del Friuli-Venezia Giulia e della Lombardia (ad esempio una recente segnalazione per la provincia di Sondrio è citata da Credaro & Pirola, 1988: 57) ma stranamente non in quella del Trentino-Alto Adige (Conti et al., 1997: 74). ================================ From michael.kleih@jrc.it Fri Oct 20 13:02:23 2000, latest/561 In provincia di Varese ho trovato Oplismenus und. in diversi posti sul Monte Sangiano, una collina prealpina. (Comuni di Sangiano e Cittiglio) Cresce in posti ombrosi lungo sentieri di bosco. In un luogo copre anche tutto il sottobosco. Il bosco dove cresce e' composto di Robinia e Castagno. Gli ambienti a causa della mancanza di luce sono piuttosto poveri. Michael ============================== From mimmo.perico@tin.it Fri Oct 20 16:34:33 2000, latest/562 Nel Bergamasco lo si rinviene con una sufficiente regolarità, anche se sempre in stazioni molto localizzate, lungo tutta la prima fascia collinare, possibilmente sui versanti N o quanto meno quelli non spudoratamente esposti a S. Anche lungo l'Adda nel primo tratto che sbocca nella pianura. Una ventina le segnalazioni fino ad oggi. Quote tra i 250 e 400 m. Sembrerebbe gradire (impressioni sulla memoria) roccia silicea, querceti a farnia e rovere, castagneti, e ovviamente robinieti che hanno preso il posto di questi. Mimmo =========================== From pmacchi@working.it Fri Oct 20 21:05:07 2000, latest/563 Ho erborizzato Oplismenus undulatifolius qualche anno fa in Valchiavenna, in un bosco di latifoglie del fondovalle a poche decine di metri dalla statale, pochi chilometri a sud di Chiavenna. Paolo ============================== From franco@garz.net Sat Oct 21 09:31:37 2000, latest/565 Subject: Oplismenus Oplismenus e' assai raro in provincia di Cremona, citato nell'elenco floristico del Sanseverino (1843) del Cremasco sub "Panicum undulatifolium" sotto la voce: "Alcuni foraggi si traggono anche dai vigneti asciutti, dai prati sabbiosi ed asciutti, e dai pascoli; in essi si ritrovano varie sorta di erbe, cioe:". Malgrado l'indicazione del Sanseverino, gli attuali ritrovamenti avvengono lungo le scarpate boscate, in ambiente umido e ombroso, coerentemente con l'ecologia indicata dagli altri contributi. Le stazioni in Provincia ricadono i 5 quadranti, con la seguente distribuzione: Oplismenus undulatifolius 1 ----- 2 ----13 3 ----1- 4 ----1- 5 -----2 6 -------- 7 -------- 8 -------- 9 ------- 10 -------- 11 ---- 12 - Come si vede la sua diffusione non si limita alla fascia collinare, come suggerirebbe la cartina bergamasca di Mimmo (che si lega alla cremonese: i due quadranti adiacenti contrassegnati da "1" e "3" sono quelli di Casaletto e Villanuova, nella parte bassa della cartina bergamasca, dove le segnalazioni vengono condivise). Oplismenus riesce a scendere profondamente nella bassa, nei microambienti dove ritrova l'habitat a lui congegnale.