===================== From gabriele_galasso@regione.lombardia.it Mon Mar 19 07:53:51 2001, latest/784 Tanto per togliere qualche parentesi: Muscari atlanticum = M. neglectum = M. racemosum. Il nome corretto è Muscari neglectum Guss. ex Ten. Ciao a tutti, Gabriele ===================== From antonio.dp@arcmedia.it Mon Mar 19 10:23:24 2001, latest/785 Scusa significa che m.atlanticum è sinonimo di m.neglectum e di m.racemosum??? Ciao Antonio ===================== From michael.kleih@jrc.it Mon Mar 19 10:29:42 2001, latest/786 Vorrei informarti che venerdi' scorso ho potuto verificare sia M. botryoides (in Comune di Sangiano) che M. racemosum (a Caravate) per la zona del Monte Sangiano (OGU01172). Avendo davanti a se' sia l'uno che l'altro si vedono chiaramente le differenze, tra l'altro il colore dei fiori, blu scuro in M.racemosum e blu chiaro in M.botryoides. Michael ====================== From gabriele_galasso@regione.lombardia.it Mon Mar 19 11:29:31 2001, latest/787 Certo, non è più semplice? Gabriele ===================== From antonio.dp@arcmedia.it Mon Mar 19 17:55:58 2001, latest/792 Scusate, allora devo lasciar stare le chiavi di Pignatti?? Pignatti le considera tre specie diverse o sbaglio? Ciao Antonio ===================== From franco@garz.net Sun Mar 25 19:00:24 2001, latest/819 Visto che come florocartografo vedo con grande sollievo ogni semplificazione della nomenclatura, mi piacerebbe sapere se esiste generale consenso sul fatto che Muscari neglectum e Muscari atlanticum siano sinonimi. Posso davvero trasformare tutte le mie segnalazioni in archivi di M.atlanticum in M.neglectum? Ciao a tutti Franco ===================== From franco@garz.net Thu Mar 29 15:11:28 2001, latest/827 Subject: Muscari Vedo che nel sito francese di malerbologia Muscari atlanticum viene considerato un sinonimo di M.neglectum al pari di M.racemosum ssp. neglectum, confermando quanto detto da Galasso, che il nome valido e' quello di M.neglectum. Giancarlo Marconi mi diceva che a suo parere M.neglectum e' specie ben diversa da M.atlanticum, con foglie allungatissime (fino a 30 cm), con apice non marcescente all'epoca della fioritura. Ho comunque capito che la mia segnalazione di M.neglectum come entita' diversa dal M.atlanticum sensu Pign. e' fuor di luogo, e provvedo ad unificarla sotto un nome comune. Franco ===================== From mas.roberto@libero.it Fri Mar 21 11:12:05 2003, latest/2459 Subject: muscari Cari amici, so che attualmente si sinonimizzano Muscari neglectum e Muscari atlanticum-racemosum. Se per ciò che riguarda i fiori è difficile trovare differenze notevoli, per ciò che riguarda le foglie la cosa è invece diversa. Le piante descritte da Pignatti come Muscari negletum hanno le foglie largamente scanalate lunghe 45/50 cm. e larghe 5/7 mm. Esistono però individui in stazioni alquanto lontane con le foglie molto più strette e lunghe 15 cm. al massimo e ciò porta a Muscari atlanticum. Anche i bulbi di quello descritto come Muscari neglectum appaiono molto più grossi di quelli della specie descritta come Muscari atlanticum. Sulla base principalmente della lunghezza delle foglie per ciò che riguarda Muscari botryoides si fa la subsp. longifolium. Non potrebbe valere anche per Muscari neglectum e Muscari atlanticum-racemosum? Al di là delle mie considerazioni, esiste una chiave condivisa che mi conduca esattamente a determinare i Muscari? Grazie a tutti Roberto Masin ===================== From gabriele_galasso@regione.lombardia.it Fri Mar 21 12:26:00 2003, latest/2462 Subject: Rif: muscari In effetti tutti sinonimizzano le entità sotto il nome prioritario M. neglectum Guss. ex Ten. Per il Muscari longifolium (=M. botryoides subsp. longifolium) è ancora tutto da vedere anche se sembrerebbero due entità distinte. Gabriele ===================== From ProsserFilippo@MuseoCivico.rovereto.tn.it Fri Mar 21 19:30:49 2003, latest/2464 Subject: Muscari neglectum Muscari neglectum: Ho chiesto informazioni a Fabio Garbari, che mi ha informato dell'imminente pubblicazione sull'Informatore Bot. Ital. di una sua nota sull'argomento. In Italia ci sarebbe solo M. neglectum, estremamente variabile e comunque diverso dal vero atlanticum. Attendiamo impazienti. Filippo ===================== From gabriele_galasso@regione.lombardia.it Fri Apr 18 08:03:46 2003, latest/2525 Subject: Salvaguardia di Muscari gussonei Tod. ex Nyman Girolamo Giardina il 17/04/2003 21.26.16 Oggetto: Salvaguardia di Muscari gussonei Tod. ex Nyman Muscari gussonei Tod. ex Nyman non si deve estinguere! Diventiamo tutti sostenitori della sopravvivenza di Muscari gussonei! Inviamo Fax e E-mails S.O.S. alle autorità preposte alla tutela per invocarne la salvaguardia! (Not Italians colleagues can send their messages in their proper national language) Cari amici e colleghi, chiedo il vostro aiuto in extremis per una battaglia per la tutela e conservazione della più ricca popolazione di Muscari gussonei (Leopoldia gussonei Parl.), da poco scoperta ma subito minacciata di vedere ridotta la propria consistenza di circa il 60 %. La vostra collaborazione dovrebbe consistere nell'invio di Fax  o E-mail (meglio il Fax, ma anche l'E-mail va bene) all'indirizzo dell'autorità preposta alla tutela e conservazione (l'Assessorato Territorio e Ambiente della Provincia di Ragusa) peroranti la causa della salvaguardia della popolazione di Muscari gussonei. Come è noto Muscari gussonei è una Hyacinthacea, endemica stretta della Sicilia, inclusa nella Direttiva Habitat della UE (Direttiva recepita dalla legislazione italiana), per la quale è già stato individuato un SIC. La popolazione oggi minacciata, l'unica atta a consentirci di parlare di popolamento vitale e non virtualmente estinto, è composta di ben oltre 1.000.000 di individui. Essa ricade nella Zona A di una Riserva naturale regionale detta del "Pino d'Aleppo", ubicata nella Valle dell'Ippari in Provincia di Ragusa. Sull'area di Muscari gussonei è stata avanzata richiesta alle autorità provinciali da parte del proprietario dell'appezzamento perchè si consenta l'impianto di coltivazioni arboree (carrubi, mandorli e olivi). L'inclinazione da parte delle autorità in casi del genere è quella di dare le richieste autorizzazioni anche se accompagnate con dei "se", dei "ma", etc. Questa inclinazione, pur trincerata dietro frasari eufimestici, spalanca le porte all'intervento antropico e alla distruzione della naturalità dei luoghi e della loro flora. Il cavillo attraverso cui passa l'attacco alla natura consiste nella dicitura riportata nella legislazione siciliana su parchi e riserve secondo la quale "nella zona A è consentito la pratica agricola e il ripristino delle vecchie colture abbandonate". Le autorità interpretano il predicato "è consentito" in maniera disinvolta, staccandolo dal contesto e negando attraverso esso lo spirito e la lettera della legislazione protezionistica. Per il comune diritto infatti "è consentito" significa una concessione che l'autorità fa purchè detta concessione non vada a ledere le finalità generali del dispositivo di legge che - nel caso specifico - sono quelle protezionistiche. E' pertanto ovvio che ciò che va a ledere in tutto o in parte queste finalità non può essere consentito. Nel caso specifico l'impianto di olivi, carrubi e mandorli nelle aree dei Malcolmietalia ospitanti Muscari gussonei sarebbe contraria alla finalità istitutiva dell'area a Riserva e pertanto detto impianto non dovrebbe essere consentito. Non è questa l'opinione delle autorità provinciali che già prima di sopralluoghi nell'area erano inclini a concedere parecchio, sulla base della erronea credenza che ciò che alberga sulle sabbie non è bosco e pertanto non è degno di essere preso in considerazione (il proprietario dice "vedete, qui non c'è nulla"). A seguito di prese di posizioni di botanici entro il CTS (Comitato Tecnico Scientifico provinciale) dette autorità sono divenute più caute, pur restando però dell'avviso che non si debba del tutto dire di no al richiedente l'intervento di messa a coltura. Urge pertanto una più decisa presa di posizione da parte del mondo scientifico, attraverso una richiesta motivata da parte dei Botanici conoscitori della flora italiana avanzata alle autorità provinciali. Muscari gussonei va salvato! Colleghi il vostro intervento dovrebbe fondarsi sulle seguenti osservazioni: 1) Muscari gussonei è specie prioritaria secondo la Direttiva Habitat; 2) L'asserzione "è consentito" della corrente legge riferito alle trasformazioni agricole, implica che sia fatta salva la finalità generale della istituzione della Riserva. Nessuna altra interpretazione è consentita, pena il dissolvimento di tutta l'impalcatura giuridica costruita da 2000 anni a questa parte, quale prodotto di razionalità; 3) I Malcolmietalia ospitanti Muscari gussonei sono essenziali nei processi vitali inerenti il dinamismo della vegetazione nella Pineta a Pino d'Aleppo (questo punto è importante, stante che la Riserva è del "Pino d'Aleppo" e il profano potrebbe intendere che si debba esercitare protezione solo sui singoli alberi); 4) La dinamica di Muscari gussonei implica la presenza di un'area più vasta di quella segnata dalle fioriture gialle giacchè in natura avvengono colonizzazioni e arretramenti (la popolazione è qualcosa di vivo e non la si può asfissiare imprigionandola tra coltivi che in questo momento per fortuna non ci sono); 5) Le autorità devono fare di tutto per consentire la sopravvivenza e la buona salute di Muscari gussonei. Colleghi, ho preparato qui sotto una proposta di messaggio che potreste copiare nello spazio "New Message" del vostro gestore di E-mail. Naturalmente potreste non tenerne conto e scrivere ex novo, come pure potreste fare delle modifiche o delle aggiunte. Il tutto va indirizzato a: Address to: Assessorato Territorio e Ambiente Provincia Regionale di Ragusa Fax1  [+39] 0932675519 Fax2  [+39] 0932675509 Fax2  [+39] 0932675541 ass-floridia@provincia.ragusa.it presidenza@provincia.ragusa.it Esempio di FAX o E-mail da eventualmente copiare e spedire, dopo avere sostituito il colore rosso col nero (qualificandosi nella firma con la citazione della sede universitaria di appartenenza e con eventuali titoli di prestigio) An example: All'Assessore Territorio e Ambiente Provincia regionale di Ragusa Come botanici consci dell'importanza della conservazione della Biosfera (necessaria alla stessa sopravvivenza dell'Uomo) e preoccupati dei tanti piccoli interventi distruttivi locali tutti confluenti nell'impetuoso torrente che la sta erodento a livello planetario, siamo stati lieti di apprendere che la più grossa popolazione dell'endemita Muscari gussonei è situata proprio all'interno della Provincia di Ragusa e esattamente nella Valle dell'Ippari nella Pineta a Pino d'Aleppo. Ci preoccupa però la ventilata possibilità che l'integrità di questa popolazione e quindi di questo grande bene ambientale venga sacrificata per fare posto a impianti di olivi, carrubi e mandorli, tra l'altro di dubbia redditività (abbiamo appreso che un carrubbo in condizioni non irrigue su suolo sabbioso potrebbe impiegare fino a cinquant'anni prima di produrre "reddito"). Ci appelliamo alla sua sensibilità perchè questa triste sorte venga evitata alla popolazione di Muscari gussonei. Questa specie, endemita puntiforme, potrebbe essere un fiore all'occhiello per la qualificazione naturalistica della Provincia di Ragusa. Essa non si trova spontanea in nessuna altra parte del mondo, ma vive esclusivamente in Provincia di Ragusa e in due altri piccoli siti del Gelese. La perdita di questa specie è una perdita secca per tutto il genere umano in quanto si traduce in una riduzione (sia pure piccola) del patrimonio genetico planetario. Essa dunque va salvaguardata seriamente, e messa in condizione di vivere in buona salute, secondandone il naturale dinamismo. Non si dimentichi che con l'esclusione della popolazione della Valle dell'Ippari, quanto rimane (Cava Randello, Mignechi e Poggio dell'Arena) è ben povera cosa e non riesce a evitare che questa specie si vada a collocare tra le virtualmente estinte. Abbiamo appreso che un ostacolo è la frase della corrente legislazione "è consentito ..." riferita alle coltivazioni tradizionali nelle zone A. Ma detta frase a nostro giudizio non può che significare "fatte salve le finalità generali della riserva, è consentito ...", ossia è consentito l'intervento agricolo purchè questo non pregiudichi il perseguimento dei fini generali caratterizzanti la Riserva. Detto questo, ci rimettiamo a Lei, sicuri che, data la sua cultura, la sua sensibilità, e dato l'amore per la sua terrra e per ciò che ci vive sopra, non potrà operare che nei modi migliori per la salvaguardia di questo bene prezioso che è Muscari gussonei. Un grazie e un cordiale saluto Firma e Indirizzo IN ENGLISH To the Assessore Territorio e Ambiente Provincia regionale di Ragusa (Italy) Fax1  [+39] 0932675519 Fax2  [+39] 0932675509 Fax3  [+39] 0932675541 ass-floridia@provincia.ragusa.it presidenza@provincia.ragusa.it As botanists aware of the importance of preserving the Biosphere (vital for Man's survival too) and troubled for the very numerous, local, little, destructive actions which are flowing together in a big stream now eroding its stability at global and planetary level, we were encouraged in knowing that the bigger population of the endemic Muscari gussonei is located in the Province of Ragusa and exactly in the Valle dell'Ippari in the "Pino d'Aleppo" pinewood. But in the meantime we are troubled for the presumptive possibility that the integrity of this population can be immolated on the "ara" of the economic viewpoint,  according with which a living natural population of plants is only an "obstacle" to the implanting of cultivated trees (carobs, almonds, olive-trees). We are doubtful also about the economic value of this project, because, as everybody knows a carob-tree in the condition of stressed growth on sands can delays its productive capacity more than 50 years. We are confident that by means of your cultural and aesthetic sensitivity you will be able to find the way to avoid every danger to the population of Muscari gussonei. This species, a localized endemic, could be  a badge of honor for the naturalistic qualification of the Province of Ragusa. It is never growing spontaneously in other parts of the World, but grows exclusively in the Province of Ragusa and in two other little sites in the Gelese. The lost of this species should be an unrecoverable lost for the entire mankind, in that it would carry a reduction (little but not null) of the genetic patrimony of the Earth. Therefore it requires a strong and unnegotiable safeguard, in view to permit its life develops in health, according to its natural dynamism. Nobody must forget that, excluding this population growing in the Valle dell'Ippari, the remaining part  (Cava Randello, Mignechi and Poggio dell'Arena) is numerically very poor and unable to carry this species out of the "ensemble" of the virtually extinct species. We were informed that an obstacle is given by the phrase in the current laws "è consentito ... - is permitted" referred to the traditional cultivations in the zones A inside the Reserves. But from our viewpoint it has an unique and univocal significance, i.e. "fatte salve le finalità generali della riserva, è consentito ... - in the framework and in the respect of its general goals and aims, in the Reserve is permitted ...". In other words the cultivations are permitted if, and only if, they don't interfere with the general, naturalistic aims of the Reserve. We rely on you with the most confidence that you, on the basis of your cultural consciousness and love for your country and for its natural, living patrimony, will do all in your power and in the  better manners to safeguard this unique and irreproducible wealth. Thank you, with our best regards Signature and Address ===================== From cesarelasen@tiscali.it Fri Apr 18 23:47:28 2003, latest/2528 From: "Lasen Cesare" Subject: Re: Salvaguardia di Muscari gussonei Tod. ex Nyman Rispondendo a Galasso che ha girato l'appello dei colleghi siculi, colgo l'occasione per augurare a tutti buone festività pasquali. Dal nutrito elenco di indirizzi (ma è possibile che mi sbagli) mancano quelli di Bruxelles della DG XI. Va infatti rimarcato che nel caso si intervenga su habitat e specie prioritarie (necessaria comunque la valutazione di incidenza) in proposti SIC, è sempre possibile segnalare l'inadempienza alla Commissione Europea. Può farlo un semplice cittadino ma è preferibile che sia una ONG (tipo WWF, per intenderci). Consiglierei quindi di inserire nel messaggio all'assessore provinciale di Ragusa, in modo esplicito l'eventualità che la UE apra una procedura d'infrazione che non sarebbe un buon biglietto da visita anche perché bloccherebbe futuri finanziamenti oltre a quelli eventualmente in corso. Un caro saluto e un augurio a tutti Cesare Lasen ===================== From massimob26@hotmail.com Sat Apr 19 16:58:30 2003, latest/2530 From: "Massimo Barbo" Occupandomi di valutazione d'incidenza presso la Regione Friuli Ven. Giulia, posso aggiungere alcune informazioni. Come già osservato da Cesare Lasen nel suo messaggio, su piani e progetti che incidano sui SIC della Rete Natura 2000 è prevista la valutazione d'incidenza e la violazione alle norme di una Direttiva europea può essere segnalata a Bruxelles e attivare una procedura d'infrazione. A tal proposito l'Italia è stata recentemente condannata alla Corte di Giustizia Europea per non aver recepito correttamente la normativa in materia di valutazione d'incidenza. La Commissione Europea non può però direttamente imporre la sospensione di un progetto ad uno stato o regione, ma solo preavvisare o attivare la procedura d'infrazione. Sarebbe opportuno avvisare di ciò l'Amministrazione Provinciale di Ragusa. Non vedendola citata nella lettera d'appello dei siciliani, suppongo che in Sicilia come in altre regioni non esista ancora una normativa d'atuazione della procedura di valutazione d'incidenza. Molte regioni giustificano la sua "non applicazione" con il fatto che i SIC non sono stati ancora approvati a Bruxelles, ignorando che molti Stati sono già stati condannati per aver compromesso queste aree dopo averle proposte. Pertanto vige l'obbligo di salvaguardia dal momento della proposta (per il Friuli, per es. 30 giugno 1997). Nel caso la Provincia di Ragusa conceda ugualmente l'autorizzazione, resta la via del ricorso al TAR. In Friuli, per esempio, l'Amministrazione regionale è stata costretta nel 2002 ad introdurre la valutazione d'incidenza dei piani proprio grazie ad una sentenza del TAR. Altre informazioni sulla Valutazione d'incidenza sono disponibili sul sito dell'Unione Europea http://europa.eu.int, collegandosi con la home page della rete natura 2000. Massimo Barbo