===================== From franco@garz.net Sun Oct 22 19:39:12 2000, latest/566 In questa stagione mi da grande soddisfazione prendere il decespugliatore e abbattere l'eccesso di Sorghum halepense che ha sommerso le piantine del mio "bosco". Operazione da farsi con cautela per non sopprimere eventuali avventizie cresciute in mezzo alla sorghetta. Il bello sta appunto nello scoprire quante specie diverse riescono a spuntare pei fatti loro in cosi' poco spazio. La scoperta odierna consiste in 8 piantine di Hibiscus syriacus, pianta che non amo particolarmente, ma tant'e', ci tocca prendere quello che la Natura manda. Mi era gia' successo di trovare piantine di Hibiscus, ma sempre nei pressi di piante madri facilmente individuabili nel raggio di pochi metri. Talora in campagna, lungo una riva, sporadici esemplari isolati per i quali era difficile escludere un impianto volontario. Questo e' il primo caso in cui non si vedono piante madri, il giardino piu' vicino dista cirtca 300 metri, l'habitat e' un terreno incolto da 4 anni dove solo io effettuo interventi. Non riesco a comprendere il meccanismo di diffusione, visto che Hibiscus non produce frutti appetibili, i semi sono grossi, con una peluria sul dorso che non pare idonea ne' come attrezzatura per il volo, ne' per appigliarsi al pelo di animali. Vista la distanza mi sembra da escludere la mirmidecoria. Franco ===================== From Francesco.Albergoni@unimi.it Tue Oct 24 15:59:16 2000, latest/575 Bello e stimolante il problema della disseminazione di Ibiscus posto da Franco! Non ho trovato nulla di specifico, scartabellando i nuovi libri di Ecologia vegetale, ma lancio un'ipotesi. Il trasporto dei semi è certamente un argomento ben poco studiato. Vespe o calabroni (o altri insetti predatori-trasportatori) ne possono "anche" essere responsabili? C'era forse qualche nido dalle parti dove hai trovato quel gruppo di esemplari lontani dalla piante madre? Trecento metri possono essere tanti o pochi. I semi di Ibiscus possono emettere -in certe condizioni (temperatura ed umidità) - sostanze "invoglianti" accusate di essere anche allucinogene. popi prof. Francesco Albergoni Dipartimento di Biologia ===================== From franco@garz.net Wed Oct 25 10:46:58 2000, latest/576 >Vespe o calabroni (o altri insetti >predatori-trasportatori) ne possono "anche" essere responsabili? C'era >forse qualche nido dalle parti dove hai trovato quel gruppo di esemplari >lontani dalla piante madre? Nidi di vespe molti, di Vespula spp., di quelli tondi e piani, grigi e di consistenza da cartapesta, comuni anche sugli edifici. Negli incolti appesi ai fusti delle erbe maggiori. Malgrado le numerose punture subite, anzi a causa di quelle, non mi sono mai soffermato ad esaminare i disegni ornamentali del loro addome. Niente calabroni, invece. Ho visto talvolta vespe e calabroni tarsportare insetti catturati, mai pero' semi, men che meno di ibisco. Chissa'.... Franco ===================== From ProsserFilippo@museocivico.rovereto.tn.it Wed Oct 25 14:55:29 2000, latest/577 Ca. un mese fa sono rimasto piuttosto stupito di veder galleggiare sull'acqua di uno dei laghetti alpini di Lasteati (nel Gruppo del Lagorai, a 2180 m di quota) un rametto di castagno con tanto di foglie (sembrava appena colto). Cosa ci faceva lassù, ben al di sopra del limite del bosco? La causa è semplice. Un paio di giorni prima c'era stata una grossa burrasca, che aveva portato in alto il rametto - ma ovviamente chissà quanti altri materiali, semi compresi - facendogli compiere circa 1500 m di dislivello e uno spostamento orizzontale di circa 10 Km (è la distanza delle stazioni più prossime di castagno sia verso la Valsugana a sud che verso il Vanoi a est). Naturalmente non voglio dire che un qualcosa di analogo sia capitato ai semi di ibisco di Franco, ma è un'ipotesi da prendere in considerazione. Filippo