============ From: Franco Giordana Sun Apr 9 17:21:19 2000, latest/12 Hai ragione tu: c'è differenza fra Brachypodium sylvaticum e Agropyron caninum. Oggi ho trovato un cespo di Brachypodium e non ho avuto esitazioni, malgrado fosse sterile. Controllando sulla guida alle graminacee della Collins trovo poi conferma che Br.sylv. ha foglie e guaine pelose, Agr.caninum glabre. Il Binz parla un una nervatura evidente sulla pagine inferiore della foglia, altro elemento che prima non conoscevo. ================ From franco@garz.net Tue Dec 5 10:43:59 2000, latest/625 Subject: Agropyron/Brachypodium Negli ultimi giorni c'e' stato uno scambio di missive con Mimmo sul problema di possibili confusioni fra Agropyron caninum e Brachypodium sylvaticum, specie per individui sterili o troppo maturi, con spighette incomplete. E' un problema che si presenta di frequente, anche durante la gita a Genivolta ho visto che esisteva difformita' di vedute fra me e Galasso. Io stesso ritenevo di incontrare sempre Brachypodium, prima di scoprire che Valerio Ferrari chiamava quelle piante Agropyron. Mi sembra utile portare alla conoscenza di tutti i termini del dibattito. In particolare ci sembra di aver rilevato una falla nella chiave ai generi delle graminacee di Martini et Al., che distingue fra i due in base all'essere le glume eguali o no, e in quella distribuita da Festi, che differenzia in base ad auricule che non si riescono a vedere. In compenso trovo nei miei Agropyron caninum un carattere che nessuna cita: una evidente pubescenza della ligula, che vorrei sapere se viene riscontrato anche nei vostri esemplari d'erbario. Franco --------------------------- From: "GIOVANNI PERICO" To: "Franco Giordana" Subject: Brachypodium sylvaticum/Agropyron caninum Date: Fri, 1 Dec 2000 15:16:52 +0100 Oggi ho raccolto una pianta che all'aspetto generale ho dato come Agropyron caninum; vedo però subito che la guaina ha i caratteristici peli patenti di Brachypodium pinnatum e quindi.....cambio iea. Porto però a casa. La pianta conserva dell'infiorescenza solo le glume il resto è ormai caduto. Cerco tra il materiale che ho a casa, caratteri distintivi tra i 2 generi. BINZ: glume distinte tra ovali e lanceolate (ambiguo); lemmi con "renflement trasversal": i lemmi non ci sono, quindi non mi dice niente PIGNATTI: Spighette sessili e rachide scavate in corrispondenza (Agropyron) o leggermente peduncolate (Brachypodium). La pianta ha spighette sessili ma la rachide non è scavata in corispondenza (quindi ???). Nella descrizione della pianta Brachypodium viene data con guaina con peli patenti; nessun accenno alla guaina di Agropyron. CHIAVI PER LE GRAMINACEE STERILI DI FESTI: sembrerebbe separare i due generi in questo modo: foglie con orecchiette alla base (Agropyron) e foglie senza orecchiette (Brachypodium); la mia pianta non ha orecchiette (quindi confermo Brachypodium) Capisco inoltre che mentre d'estate non ricordo di aver mai avuto problemi nel riconoscimento tra i 2 a colpo d'occhio, il problema mi si pone a fine stagione; mi rendo conto che il tutto dipende dal fatto che Brachypodium sylvaticum perdendo i lemmi e conservando solo le glume assume un'infiorescenza che lo porta ad assomigliare all'infiorescenza estiva di Agropyron caninum. Quindi se ti capita guarda se davvero le foglie di Agropyron caninum hanno le orecchiette alla base della foglia. Ciao, Mimmo ---------------------------------- To: "GIOVANNI PERICO" From: Franco Giordana Aggiungiamo altri elementi. Rothmaler non parla di Agropyron (ne' di Elymus, ne' Leymus, possibile che in Germania non esista Agropyron repens??), in compenso parla di Brach.sylvaticum, (pag.681) che mostra com abbondanti peli sulle lamine oltre che sulle guaine. Parrebbe anche dotato di ligula appuntita lunghetta. COLLINS, Guide to grasses... Agropyron caninum (sub Elymus caninus): gIL gIL e' una sigla che vuol dire: (a) perenne (b) cespitosa (c) ligula > 0.5 mm (d) ligula ottusa (e) ligula intera (f) lamine > 5 mm g lamine e guaine pelose o glabre I inf. a spiga (h) auricole assenti (j) sp.tte 2-multi-flore (k) sp.tte > 5 mm L sp.tte aristate Nella descrizione altri caratteri: solitamente con nodi pubescenti, glume con stretto margine pallido (=ialino?) Brachypodium sylvaticum: GIL cioe': tutto come sopra, ma guaine e lamine SEMPRE pelose. Descrizione: erba di ambienti ombrosi, perenne cespitosa con gambi lassi. Foglie molli, spesso pelose, larghe sino a 12 mm con guaine solitamente pelose. Infiorescenza costituita da un racemo pendulocon spigette aristate e peduncolate. Si puo' confondere con Elymus caninus, cha ha foglie glabre e spighette sessili. NB. Elymus ha fg SOLITAMENTE glabre e Brachypodium ha fg. SPESSO pelose. Non sembra quindi che per Collins la pelosita' sia un carattere assoluto. FLORA HELVETICA La chiave divide i due generi a seconda che le spighette siano sessili (Agropyron) o "nettamente, ma brevemente pedicellate" Descrizioni: Agropyron: fg. piane, un poco vellutate di sopra, rugose su entrambe le facce e sui bordi. Ligula sino a 1 mm, tronca. Spiga molle, debole, distica lunga 5-20 cm, generalmente pendula. Sp.tte compresse a 2-6 fiori, applicate all'asse dalla parte larga. Lemma acuto, con resta generalmente > di lui. Brachypodium: Inf. lassa, molle, pendula. Fiori sup. della sp.tta con reste maggiori del lemma. GIORDANA (dal vivo appena raccolto ed erbario) Agropyron: foglie glabre, con guaina pelosa SOLO al margine, nodi nettamente pubescenti, ligula tronca, nettamente pubescente, nessun cenno di auricule. Sp.tte sessili, su denti alterni del rachide che risulta prof. scanalato in corrispondenza. Glume con stretto margine jalino, lemmi con lunga resta, senza nessun accennto del dente di cui parla BINZ (vedi figura 306). Lemmi GLABRI, che alla base mostrano come un ispessimento SOPRA l'attacco con il rachide, che con un po' di fantasia puo' essere quello di cui parla BINZ. Brachypodium: lamina e guaina pelose per peli sericei patenti, nodi pubescenti, nessun accenno di auricule, ligula appuntita, membranacea e completamente glabra. Spigette con brevissimo peduncolo, ma evidente, multiflore, con lemmi PELOSI con una sorta di collarino all'ESTREMITA' dell'attacco col rachide. A me sembra che le differenze stanno nella pelosita' delle guaine, foglie, lemmi e (invertita) della ligula. Ti basta? Dopo cena guardo anche lo Zangheri. --------------------------------------------- To: Mimmo From: Franco Giordana Subject: Agropyron Dato un'occhiata a Zangheri, che non aggiunge molto al sapere. Zangheri separa nella chiave fra spighette sessili alloggiate in culmi scanalati (Agropyron) e sp.tte penduncolate in culmi non o poco scanalati (Brachyp.). Dalle descrizioni nessuna notizia su pelosita', solo sul numero di fiori pe spighetta, ribadito dai disegnini: sp.tte 6-22-flore in Brachyp., 5-6-flore in Agropyron. Visto che il problema riguarda individui senza fiori (sterili o sfioriti), non se ne ricava molto. Io punterei molto sul carattere della ligula pubescente, peraltro ignorato da tutte le flore. Consulto anche: Ganis, Martini, Borgia, Romanelli- Chiave computerizzata dei generi delle Graminacee del Friuli-Venezia Giulia (omaggio di Martini all'incontro di Vicenza), libricino cartaceo con chiave dei soli generi. I due generi vengono separati in base alla glume. Ti scrivo gli step: 1 pia. con fi. ermafroditi 2 glume senza aculei 4 sp.tte senza setole scabre 6 sp.tte pluriflore 25 due glume 26 sp.tte tutte ferili e simili 27 lemma aristato 44 resta apicale 46 glume eguali 47 glume diseguali 52 47 glume glabre 48 sp.tte distiche 49 sp.tte tri-pluriflore 50 glume con 1 solo mucrone 51 lemma con nervature confluenti all'apice: Agropyron 52 lemma intero 53 glume poco diseguali: Brachypodium Secondo questa chiave i miei esemplari si scambiano il nome. D'altra parte anche il mio Brachypodium, guardando meglio, mostra le scanalature del rachide in corrispondenza delle spighette. Franco --------------------------------------------- To: Mimmo From: Franco Giordana Subject: Roegneria canina Facendo passare le pagine di Rothmaler scopro che Agropyron caninum viene chiamato Roegneria canina, pianta con spiga densa e spighette lungam. aristate, lamina e guaina completamente glabra, ligula tronca. Anche in Germania alberga Agropyrom repens, ma li' utilizza lo pseudonimo di Elytrigia repens. Nomi a parte, sembra che la pelosita' delle foglie sia un criterio ragionevole per decidere fra le due in assenza delle spighette complete. ======================== From franco@garz.net Wed Dec 20 15:56:49 2000, latest/645 Subject: ancora Brachypodium I dubbi su Agropyron (Elymus) caninus e Brachypodium sylvaticum sembrano aumentare piuttosto che chiarirsi. Rileggendo per l'ennesima volta chiavi e descrizioni vedo ora che Agropyron caninus dovrebbe avere glume trinervie, carattere che non corrisponde nei miei campioni, che quindi sarebbero tutti di Brachypodium, malgrado le vistose diversita' nella pelosita' di foglie, guaine, lemmi e ligule. Potrebbe dunque esser vero che le glume di Elymus siano eguali come dice la chiave di Martini e che sia dotato di auricole, come evidenzia Banfi. Anche l'aspetto delle reste si discosta da quelle rappresentate da Rothmaler, che mostra una Roegneria con reste vistose e ondulate, ben maggiori dei lemmi (che indurrebbero in errore chi segue le chiavi di Pignatti, che separa Agropyron e Brachypodium per avere reste lunghe al piu' come i lemmi). A complicare il quadro scopro anche l'esistenza di un Brachypodium glaucovirens indicato da Pignatti in Piemonte, Lombardia e Veneto, in cui alcuni miei esemplari potrebbero riconoscersi, ma con caratteri incrociati: esemplari con spighette allungate a molti fiori (gli inferiori con reste + brevi dei superiori) e lamine pelose e altri con foglie glabre, ma differenze fra le reste meno vistose. Ma sembra che questa difficolta' di distinguere fra i due taxon sia solo mia e di Mimmo, anche se, nelle uscite fate insieme, mi pareva ci fosse concordia nelle nostre attribuzioni degli esemplari incontrati all'una o all'altra specie. Certo e' che dubbi di questa natura non tolgono la serenita', anzi, distogliendo la mente da meno risolubili dilemmi contribuiscono ad aumentarla. Franco. ======================== From michael.kleih@jrc.it Thu Dec 21 13:51:41 2000, latest/646 A proposito di Brachypodium: Qualcuno di voi e' riuscito di distinguere B. pinnatum da B. rupestre? Quali delle due specie avete potuto identifcare per il vostro territorio? Quali sono le caratteristiche piu' sicure per distinguere le due specie? Lo so', sono tante domande, ma da anni sto lavorando su questo problema e ogni volta che racoglievo un certo numero di esemplari le caratteristische non risultavano essere ne chiaramente quelle di B. pinnatum ne quelle di B. rupestre. Tanti auguri a tutti, Michael ========================= From ProsserFilippo@museocivico.rovereto.tn.it Thu Dec 21 19:27:22 2000, latest/647 Subject: R: ancora Brachypodium Una volta che si è visto B. pinnatum s.s., ci si accorge che il problema non sussiste, dato che le due entità sono ben segregate anche quando crescono assieme. C'è da dire questo: in Trentino B. rupestre è molto diffuso ed esclusivo in gran parte del territorio. Solo in Val di Sole, nell'alta Val di Non e nell'alta Val Rendena [dove ho mostrato le due entità a vari botanici nel corso di un'escursione, tra cui Banfi e Galasso), vale a dire in aree sensibilmente continentali o comunque con influssi floristici settentrionali, la situazione cambia notevolmente. Nell'alta Val di Non e Rendena e nella bassa Val di Sole le due specie coesistono, mentre nell'alta Val di Sole e valli laterali (soprattutto Val di Pejo) B. pinnatum s.s. è frequentissimo e esclusivo (manca cioè B. rupestre). Ma come si distinguono le due specie? Le chiavi danno caratteri rigorosi concernenti l'epidermide delle foglie etc. Sul campo la distinzione è relativamente semplice: B. rupestre ha un colore più caldo di B. pinnatum: le foglie tendono a assumere all'apice un tipico color giallo-arancio (che definirei albicocca), mentre B. pinnatum ha colore verde smorto. Questo carattere permette di distinguere già da lontano le "macchie" delle due specie (entrambe sono infatti stolonifere). B. rupestre è meno peloso, e soprattutto la pagina inferiore delle foglie appare lucida e liscia al tatto se si escludono i margini e la nervatura mediana; B. pinnatum è più peloso (ricorda un po' la pelosità di B. sylvaticum) e le pagine inferiori delle foglie sono ruvide anche al di fuori di nervatura e margini. Anche le spighette sono più pelose in B. pinnatum rispetto a B. rupestre (sono azzeccate le foto in "Flora Helvetica"). In effetti, qualche difficoltà può essere talora riscontrata nella distinzione tra B. pinnatum s.s. e B. sylvaticum: il secondo è però sempre nettamente cespitoso e presenta infiorescenze caratteristicamente ricurve (non erette come in B. pinnatum). B. pinnatum in Val di Sole forma estesi popolamenti, talora pressochè monospecifici, su prati abbandonati, nel sottobosco di lariceti, corileti etc. da 500 ad oltre 1500 m. E' probabile che le carte di distribuzione - con B. rupestre rarissimo e B. pinnatum s.s. comune fino al confine con l'Italia - riportate per la Svizzera da "Flora Helvetica" siano errate: ho il forte sospetto che durante i rilevamenti le due specie siano state schedate per quasi tutte le stazioni come B. pinnatum, e che solo alla fine e per poche località sia stata messa in evidenza la presenza di B. rupestre. In Svizzera la situazione è in realtà opposta, come mostrano le carte di distribuzione per l'Europa riportate dalla monografia di Schippmann (1991, cfr. pag. 144 e 157), che si basano su accurata revisione di materiale d'erbario. Da queste carte è possibile arguire che B. pinnnatum s.s. rimane - salvo poche eccezioni - a Nord rispetto al confine settentrionale dell'Italia, e l'ingresso nella Val di Sole (ma certamente anche in Alto Adige, come testimoniano alcune segnalazioni) rappresenta un fatto eccezionale a livello nazionale. Tuttavia, è verosimile la presenza di B. pinnatum nelle valli interne della Lombardia (che dicono i florocartografi lombardi? Cosa succede oltre il Passo del Tonale?). Qui di seguito riporto la segnalazione che ho pubblicato tempo fa per il Trentino di Brachypodium pinnatum, con bibliografia relativa. PROSSER F., 1995 - Segnalazioni floristiche tridentine. IV. Ann. Mus. civ. Rovereto, Sez. Arch., St., Sc. nat., vol. 10 (1994): 135-170. 24. Brachypodium pinnatum (L.) BEAUV. s.s. (Graminaceae) REPERTI. A E di Cles tra Maiano e il Lago di S. Giustina [9632/1], scarpata tra i meleti su suolo argilloso [insieme con B. caespitosum (HOST) ROEMER & SCHULTES e B. sylvaticum (HUDSON) BEAUV.], 550 m e subito a monte di loc. Bersaglio a W di Cles [9632/1], scarpata lungo la strada nella pineta esp. E, 850 m, 25 Sep 1994, F. Prosser; Val di Pejo lungo la stradina che da S. Bartolomeo sale a Pejo paese [9630/1], pendio erboso su substrato siliceo tra cespugli esp. SE, 1300 m, 25 Aug 1994, F. Prosser; Valle di Valorz sopra S. Bernardo di Rabbi lungo il sentiero per M.ga Casera [9630/2], zona erbosa nel lariceto rado con ontani verdi sul versante ripido esp. E (silice), 1880 m, 31 Aug 1994, F. Prosser; Pejo Fonti sulla scarpata della strada per Pejo paese [9629/2], prato abbandonato ripido esp. S (silice), 1450 m, 7 Aug 1994, F. Prosser; Val di Fazzon a S di Pellizzano (Val di Sole) tra la stradina e il torrente [9730/2], prato magro abbandonato su suolo sassoso (silice), 1260 m, 20 Jul 1994, F. Prosser. Determinazioni confermate da F. Lucchese (Roma). Inoltre assai abbondante ma ancora sterile sui versanti tra Croviana e Bolentina [9631/3], 750-800 m, 8 Mai 1994. OSSERVAZIONI. Prime segnalazioni per il Trentino. L'aggregatum di B. pinnatum si compone a livello di Europa media di due specie ben distinte: B. pinnatum s.s., entità largamente diffusa a N delle Alpi, e B. rupestre (a sua volta comprendente più entità), a baricentro meridionale. Per tutta l'Italia è pubblicata una sola segnalazione accertata di B. pinnatum s.s.: Alto Adige, Val Badia, tra Piccolino e Pederoa lungo la strada prima della cava, 23.8.1986, F. Lucchese (RO) (LUCCHESE, 1989: 147), mentre un reperto - pure per l'Alto Adige - si trova in FI: ( ). I presenti ritrovamenti costituiscono quindi un significativo contributo alla conoscenza della distribuzione di questa specie a livello nazionale. B. pinnatum s.s. risulta largamente diffuso in Val di Sole sui versanti esposti a S fino ad oltre 1500 m, mentre B. rupestre è quasi del tutto assente. In Val di Non nei dintorni di Cles convivono a breve distanza, mentre nel resto del Trentino è B. rupestre s.l. [ed in particolare B. cespitosum (HOST) ROEMER & SCHULTES] ad essere forse esclusivo. Da osservazioni preliminari appare verosimile la presenza di B. pinnatum anche in Val Rendena, tanto più che Luzzani (1932: 6) segnala l'entità in questione ben più a sud per Bondone di Storo (sub B. pinnatum P. B. var.. vulgare KOCH); questa segnalazione non è stata ripresa nella carta di distribuzione in quanto non è stato visionato il campione d'erbario e la determinazione, basata certo sull'imprecisa chiavi di FIORI (1923-1929, 1: 151), è da controllare. Per il riconoscimento delle due entità si consigliano i lavori di SCHIPPMANN (1986) e di LUCCHESE (1989). LUCCHESE F., 1989 - La distribuzione dei complessi Brachypodium pinnatum e B. rupestre nelle Alpi orientali e dinariche. Atti del Simposio della Soc. Estalpino-dinarica di fitosociologia, Feltre 29/6-3/7/1988, Regione Veneto, Assessorato Agricoltura e Foreste: 147-160. SCHIPPMANN U., 1986 - Über Brachypodium rupestre (HOST) ROEMER & SCHULTES in Bayern. Unterscheidung und Verbreitung. Ber. Bayer. Bot. Ges., 57 (53-56). Al tempo della pubblicazione della segnalazione floristica sopra riportata non ero al corrente dell'esistenza della seguente monografia di Schippmann, che riporta altri reperti (ma sporadici!) per l'Italia di Brachypodium pinnatum s.s.: SCHIPPMANN U., 1991 - Revision der europäischen Arten der Gattung Btachypodium Palisot de Beauvois (Poaceae). Boissiera, 45, 250 pp. Cordiali saluti Filippo Prosser Ps: ho seguito la questione Agropyron caninum/Brachypodium sylvaticum. In effetti, nel caso di esemplari striminziti e campioni d'erbario malridotti qualche difficoltà di determinazione ci può essere, e anch'io due o tre volte ricordo di essere stato in imbarazzo. Per piante sterili il carattere delle orecchiette falciformi (o abbraccianti) dovrebbe essere sufficiente per sciogliere eventuali dubbi. Sul campo ho notato - e mi pare strano che nessuno lo abbia ricordato - che A. caninum presenta una sfumatura violetta all'attaccatura tra lamina e guaina (un po' come Festuca gigantea, che naturalmente è tutt'altra cosa), carattere che manca assolutamente in B. sylvaticum. Torna utile questo carattere durante i censimenti lungo i torrenti al tempo della fioritura di Tozzia. ====================== From michael.kleih@jrc.it Fri Dec 22 09:49:01 2000, latest/648 Prosser Filippo wrote: > Una volta che si è visto B. pinnatum s.s., ci si accorge che il problema non > sussiste, dato che le due entità sono ben segregate anche quando crescono > assieme. Grazie per queste informazioni molto detagliate ed interessanti. Il problema sembra consistere piuttosto in come descrivere le differenze tra B.rupestre e B.pinnatum e non nel fatto che le due specie sono molto simili tra loro. Probabilmente sarebbe una buono idea racogliere qualche esemplare a nord delle Alpi per fare il confronto diretto con dei esemplari qui dalla zona. Ciao, Michael ======================== From franco@garz.net Sun Dec 24 12:15:02 2000, latest/650 Se Agopyron (Elymus, Roegneria) caninum ha glume trinervie (Pignatti), eguali (Martini) e auricole falciformi (Rothmaler, Banfi, Prosser), foglie con lamina allargata alla base (Rothmaler), allora la conclusione e' una sola: non ho mai visto Agropyron caninum, e si tratta sempre di Brachypodium. Resta il fatto delle profonde differenze sulla pelosita' delle guaine e delle lamine, dei lemmi e la pubescenza della ligula che riscontro nei miei campioni, legate a spighette piu' brevi con fiori in numero minore di quelle che associavo a Brachypodium sylvaticum. Mi piacerebbe sapere qualcosa di piu' su Brachypodium glaucovirens, che Zangheri indica solo come sottospecie, che forse potrebbe spiegare qualcosa. Ma ora si aggiunge anche il problema sollevato da Michael e meglio chiarito da Filippo, sull'alternativa Br.pinnatum/rupestre. Riguardando i miei due campioni mi sembra di capire che in effetti si tratti di rupestre, dubbio che non mi aveva mai sfiorato, probabilmente perche' pinnatum ricorre piu' frequentemente in letteratura (per apprendisti) di rupestre. E, siccome il dubbio tende a espandersi vieppiu', mi viene pure il sospetto che il mio "sylvaticum" sia in realta' "pinnatum s.s.". Provo a spedire delle scansioni in cerca di aiuto, se qualcosa si riesce a dire anche solo in base all'aspetto generale. Auguri a tutti Franco Allegati: vedi http://flora.garz.net/immagini Bra_sylv2.jpg Brac_rup.jpg Brac_rup2.jpg Brac_sylv.jpg Elymus_can.jpg Elymus_can2.jpg ============================ From maxco@telenia.it Tue Dec 26 18:12:21 2000, latest/651 Subject: Re: Brachypodium e Lemna minuta (per Prosser) Per Franco i tuoi dubbi sui Brachipodi potrebbero esser risolti sicuramente dal Prosser che potrebbe tradurre qualche paginetta del monumentale lavoro (250 pagine) di Uwe Schippmann (Revision der europaischen Arten der Gattung Brachypodium Palisot de Beauvois [Poaceae], pubblicato a Ginevra nel 1991 nel periodico Boissiera). Mi riferisco in particolare alle differenze tra Brachypodium sylvaticum e B. glaucovirens da questo autore esposte in una tabella a pag. 75 del suddetto lavoro a cui si potrebbe aggiungere quanto riportato da A. Fiori (N. Fl. An. d'Italia, 1:151) riguardo il colore delle antere (gialle in B. sylv., rossastre in B. glaucovir.) É da dire inoltre che Schippmann mette in dubbio l' autonomia del glaucovirens considerando questa entità come una variabilità di B. sylvaticum mentre in Flora Europaea ed in altre Flore viene citato come sottospecie del sylvaticum stesso come pubblicato dal suo autore (Murbeck) nel 1891. B. glaucovirens è stato trovato quest' anno da uno di noi (del gruppo dei floristi friulani) nei dintorni di Udine. Io non l' ho ancora visto ma il Pavan mi dice che forse c'è anche qui nel Friuli occidentale. Vedremo nella prossima stagione. ====================== From michael.kleih@jrc.it Mon Feb 12 14:17:45 2001, latest/698 Subject: Brachypodium Recentemente avevo confermato a Gabriele che mio campione d'erbario doveva essere Brachypodium rupestre e non B. pinnatum. Rispondendo al mio email mi poi chiedeva se era la sottospecie cespitosum o la sottospecie rupestre. Recentemente ho comprato il nuovissimo 'Bildatlas der Bluetenpflanzen Deutschlands' di Haeupler. In questa opera le due sottospecie vengono date come sinonimi della stessa specie. Qualcuna ha ulteriori informazioni? Michael ======================= From gabriele_galasso@regione.lombardia.it Mon Feb 12 15:10:21 2001, latest/699 Guarda il lavoro di Lucchese che ti ho inviato, con le diverse chiavi. Sia Banfi, che lo stesso Lucchese (che ha rivalutato le varie entità presenti in Italia), ritengono validi i due taxa. Dicasi lo stesso per B. sylvaticum e B. glaucovirens (che io non ho mai visto). Ciao, Gabriele ========================= From franco@garz.net Mon Feb 12 16:35:10 2001, latest/700 Prosser a Vicenza concludeva (se non ho capito male) che la ssp.caespitosum non avrebbe valore tassonomico. A me pare comunque che in generale le sottospecie non siano cartografabili, gia' sarebbe molto esser certi delle specie, cosa che non sempre sembra avvenire, come insegnano gli infiniti Brachypodium pinnatum segnalati sinora nella piana lombarda, inclusi i miei, ora convertiti in rupestre. Franco ========================== From ProsserFilippo@museocivico.rovereto.tn.it Mon Feb 12 20:32:10 2001, latest/703 riguardo Brachypodium rupestre/cespitosum, durante l'ultimo incontro ho ricordato come le fonti più recenti sulla scia dello studio di Schippmann tendano a sinonimizzare queste due entità. Io credo che una distinzione tra B. pinnatum e B. rupestre sia possibile piuttosto agevolmente. Se c'è qualcuno che ha le idee chiare in merito alla suddivisione di B. rupestre in ulteriori entità, si faccia avanti e ci renda edotti (mi riferisco a Banfi e Galasso). Rothmaler "Kritischer Band" riporta per la Germania come ssp. B. rupestre e B. cespitosum; Lucchese esclude dalla Germania B. rupestre s.s.. Per il FVG Lucchese riporta entrambe le entità. Poldini nell'atlante dà solo la carta di B. pinnatum agg. escludendo B. pinnatum s.s. sulla fede di Lucchese. Poldini aggiunge in nota che B. rupestre sarebbe più ampiamente diffuso in FVG, mentre B. cespitosum sarebbe "di stazioni più evolute ed ombreggiate". Insomma, l'esatto contrario di Conert in Hegi che identifica il fantomatico B. cespitosum con forme ridotte di B. rupestre dei rilievi del Mediterraneo, e quindi di stazioni poco fertili. Le foglie in media più strette e le spighette più brevi farebbero in effetti supporre che sia B. "cespitosum" l'entità dei luoghi meno fertili. Tuttavia, Lucchese colloca B. cespitosum a cavallo dell'area alpina e rupestre nella penisola: quindi, in effetti B. cespitosum sarebbe meno termofilo di rupestre? Oppure tutto è dovuto solo all'ignoranza da parte degli autori d'oltralpe dell'esistenza di un'ulteriore entità, che Lucchese identifica con B. genuense? Cosa non del tutto da escludere, dato che Schippmann 1991 non cita nemmeno nel suo monumentale lavoro la revisione di Lucchese 1988. Insomma, c'è qualcuno che andando in giro da qualche parte riesce a dire: questo è cespitosum, questo è rupestre, e sa spiegare anche perchè? Filippo Prosser ============================= From michael.kleih@jrc.it Tue Feb 13 09:00:23 2001, latest/704 Lucchese (1987) invece indica 4 specie del gruppo B. pinnatum s.l. per l'Italia: -Brachypodium pinnatum (rarissimo, quasi assente) -Brachypodium rupestre (Quasi tutta l'Italia, ma non al Nord) -Brachypodium cespitosum (Norditalia e Alpi) -Brachypodium genuense (Appennino) Michael ================================== From gabriele_galasso@regione.lombardia.it Tue Feb 13 10:10:00 2001, latest/706 Per i brachipodi aspettiamo Banfi o direttamente luccehse: lucfer@hpsrv.unimol.it Ciao a tutti, Gabriele ================================= From ProsserFilippo@museocivico.rovereto.tn.it Tue Feb 13 10:49:46 2001, latest/707 Subject: Brachypodium Inoltro la risposta avuta da Lucchese in merito a Brachypodium. Credo che sarà utile raccolgiere materiale e farlo avere a lui per la determinazione. Filippo Prosser ------------------------------------------------------------------------- Caro Filippo, da quella che è la mia esperienza di ricerca al nord posso riferirti che secondo me è possibile cartografare tutte e tre le entità (B. cespitosum, rupestre e pinnatum, quest'ultimo mi sembra molto più raro), che ad un occhio esperto potrebbero essere facilmente distinguibili. B. genuense non arriva nel nord-est e non pone quindi problemi. Nell'Appennino è possibile distinguere molto bene B. rupestre e B. genuense, il primo a bassa quota (fino a 1400 m) e in ambienti sinantropici, il secondo nel piano altomontano, dove è molto diffuso anche se con qualche lacuna (ad es. nel Matese manca); verso sud diventa più sporadico e nella Sila e Aspromonte manca del tutto (si trova solo B. rupestre). Tenendo conto dei quadranti si verifica che nello stesso quadrante si può rilevare sia B. rupestre che B. genuense. Spero di essere stato utile, comunque fammi sapere di eventuali difficoltà che trovate. Ciao e buon lavoro -----Messaggio originale----- Da: Prosser Filippo A: 'lucchese.f' Data: martedì 13 febbraio 2001 8.25 Oggetto: Brachypodium Caro Fernando con alcuni amici impegnati in progetti florocartografici stiamo cercando di capire fino a che punto sono cartografabili le entità che costituiscono il gruppo di Brachypodium rupestre: rupestre s.s. e cespitosum (e eventualmente anche genuense, che però al nord non dovrebbe essere presente). Hai suggerimenti? Consigli? Cosa viene cartografato nel centro Italia? Il riconoscimento di B. pinnatum s.s. - a mio giudizio - non dà problemi. Ciao, Filippo ============================ From franco@garz.net Sat Apr 28 20:59:41 2001, latest/889 Subject: Brachypodium Giro nei pressi di Bertonico, in una porzione di terra cremonese in sp. destra dell'Adda, dove ho trovato Brachypodium cespitosum al margine di una fascia di bosco ripario. L'aspetto dell'infiorescenza e' del tutto simile a quella di Br.rupestre, ma colpiva il portamento generale, costituito da 5 o 6 cespi strettamente addensati, cespitoso per l'appunto. Utilizzando la chiave di Lucchese si perviene senza difficolta' alla determinazione, ma quel che piu' conta e' che si riesce a distinguerlo a colpo d'occhio, consentendo di cartografarlo senza troppi problemi, come diceva lo stesso Lucchese. Un grazie per le provvide lezioncine di Prosser.