From franco@garz.net Sun Jun 4 11:58:44 2000, latest/105 A proposito do conoscenze, ho conosciuto ieri Avena sterilis, desolatamente simile nell'aspetto ad Avena fatua. Ma i frutti restano tenacemente tutti uniti, mentre in fatua e barbata si dissolvono in frutti isolati. Chissà quante fatue del passato erano sterili! La ricerca floristica è spesso metafora. Franco ========================= From: Franco Giordana Wed Jun 7 15:38:33 2000, latest/118 Subject: Avena Trovo nel mio incolto, nei pressi dello stagno, un esemplare di Avena con culmi assai robusti, dapprima ginocchiati, poi eretti e alti sino a 2 metri (gli esemplari descritti in Pign. variano da 6 a 12 dm). Frutti articolati che si separano facilmente a maturita', mostrando un incavo un corrispondenza dell'attacco alla spighetta, di colore bruno rossastro, con lemmi lucidetti, scabri e glabri, fatta eccezione di un ciuffetto di peli feruginei alla base e 3-4 ciglia sul dorso, sul prolungamento della resta, acuti e bidentati all'apice, accompagnati da un dentello laterale sottostante. Non riesco a districarmi nelle chiavi, qualche idea? -------------------------- NOTA DEL REVISORE: ho successivamente appurato trattarsi di A.fatua, F.G. --------------------------- ============================= From ProsserFilippo@museocivico.rovereto.tn.it Wed Jun 7 17:09:39 2000, latest/119 Per Franco Sull'Avena "gigante" non so cosa dire: come al solito avere la pianta in "carne e ossa" sarebbe preferibile, anche se qualcosa mi dice che il problema non è semplice. Filippo ============================ From franco@garz.net Sun Jun 24 10:51:12 2001 Dopo aver trovato Avena magna fra i binari della stazione di Treviglio (BG), ne ho rinvenuto altri esemplari alla stazione di Crema, in identico habitat. Descritta in forma dubitativa da Pignatti in nota ad A.sterilis, si differenzia bene da questa per le spighette maggiori, reste assai allungate e con la base ritorta ornata da peli abbondanti. Mi interesserebbe sapere quanto diffusa e' la sua presenza oggi, visto che son passati 20 anni da che Pignatti ne accennava. Franco -------------------------- NOTA DEL REVISORE: Banfi l'ha poi determinata come Av.sterilis ssp. atherantera vedi puntate seguenti. F.G. --------------------------- ============================ From eabanfi@hotmail.com Wed Jul 11 16:41:53 2001, latest/1071 From: "Enrico Augusto Banfi" Subject: Avena magna Caro Franco, siccome non so se l'ho indirizzato giusto, ti rispedisco il messaggio da me inviato a franco@garz.net. Eccolo: Caro Franco, sollecitato come al solito da Gabriele, mi sono deciso ad abboccare all'amo da te lanciato circa Avena magna Murphy & Terrell. Questa specie fu descritta del Marocco, su suolo alluvionale pesante, dove non ha mai mostrato tendenze "sinantropiche" o inclinazioni verso comportamenti infestanti o ruderali. E c'è di più: si tratta di un endemita a rischio di estinzione, perché gran parte del suo habitat naturale è stato distrutto. D'altra parte la specie non è mai stata segnalata in nessun'altra nazione al di fuori della sua, pertanto è quasi certo che la nota di Pignatti non è attendibile. Piuttosto io sarei incline a pensare che quei campioni a spighette grandi che tu hai trovato siano da riferire ad A. sterilis L. subsp. sterilis (sempre che le spighette mature si disarticolino completamente nei loro frutticini)e che quelli che tu ascrivi correntemente ad A. sterilis s.s. appartengano invece ad A. sterilis L. subsp. ludoviciana (Durieu) Gillet & Magne, le cui spighette sono, in effetti, più piccole. Comunque, se vuoi, spediscimi dei campioni in modo da tentare di vederci un po' più chiaro. Ciao. Enrico. ======================= From franco@garz.net Wed Jul 11 17:13:03 2001, latest/1072 From: Franco Giordana Subject: Re: Avena magna Banfi wrote: .... >Piuttosto io sarei incline a pensare che quei campioni a >spighette grandi che tu hai trovato siano da riferire ad A. sterilis L. >subsp. sterilis (sempre che le spighette mature si disarticolino >completamente nei loro frutticini) Ohibo'! Una delle mie poche certezze era che solo il frutto inferiore della spighetta di A.sterilis si disarticola separandosi dalle glume, mentre tentando di separare i singoli frutticini la rachilla si spezza, non si disarticola, come avviene invece per A.fatua e A.barbata. Cosi' dice Pignatti. Si tratta di un tuo lapsus calami o di un'ennesima cantonata di Pignatti? Franco ==================== From e_banfi@yahoo.it Wed Jul 11 17:36:10 2001, latest/1073 Scusami! Si tratta effettivamente di Lapsus banfii spec. nov. Mentre ti dicevo "si disarticolano completamente nei fiorellini" stavo pensando con angoscia ai 100 milioni di £ che ci costerà il trasloco temporaneo della biblioteca del museo per il rifacimento dei locali! No, volevo dire che "si disarticolano a livello del primo frutticino" (altrimenti si finisce nel gruppo A. barbata, A. lusitanica ecc.). E aggiungo che il callo di A. sterilis sterilis e di A. sterilis ludoviciana, di forma ovoide, nella prima supera di norma i 2 mm di lunghezza, mentre nella seconda li può solo raggiungere a stento. In tutti i casi insisto che sarebbe meglio vedere il materiale implicato. Ciao e scusa ancora. Heinrich. =============== From franco@garz.net Fri Jul 13 21:45:15 2001, latest/1077 Enrico, ti faro' avere quanto prima campioni delle due versione di Avena sterilis per autorevole conferma, ringraziando per la tua abituale squisita disponibilita' ==================== From e_banfi@yahoo.it Thu Jul 19 14:28:41 2001, latest/1097 Subject: determinatio specierum avenae Franco Giordanae dicata Caro Franco, non solo ho già ritirato i campioni di Avena che con mirabile solerzia hai depositato presso il mio domicilio, ma li ho anche già guardati e senti che bella sorpresa! 1) OK per A. sterilis subsp. ludoviciana, quella a spighette più piccole e callo ovato. Niente di speciale anche perché, come ti dicevo, delle sterilis è la più comune in Italia. 2) Quella a spighette grandi presenta anche callo ellittico, per non dire strettamente ellittico. Dunque, apri bene gli occhi: A. sterilis L. subsp. atherantha (C.Presl) H.Scholz. Questa entità è in assoluto quella con le spighette più grandi della flora italiana. Pignatti la ignora ed è quella che quasi certamente ha confuso con A. magna, da noi inesistente. Rocha Afonso, in Flora Europaea (5), la attribuisce a un'altra specie, precisamente ad A. barbata Pott ex Link, formalizzando un errore dello specialista canadese B.R. Baum, che in una famosa monografia del 1977 aveva espresso l'opinione di una stretta parentela tra barbata e atherantha. Oggi si sa, su base genetica, che l'atherantha è una sterilis e non una barbata. Se ne conoscono già diverse stazioni italiane. Ciao, a presto!