Oggetto: [Flor4] Typha Da: Filippo Prosser Data: Tue, 20 Feb 2007 09:32:23 +0100 A: "flor4@garz.net" Con l'aiuto di Alessio provo a gettare uno sguardo nelle magre teche del genere Typha, gruppo che appena può essere sospettato di presentare trabocchetti. Ammetto che solo con le esplorazioni planiziali mi sono fatto l'occhio su T. angustifolia: e in effetti mi capitano in mano un paio di angustifolia trentine sospette, raccolte vari anni fa. Hanno foglie abbastanza strette, distanza tra le due infiorescenze di 2-3 cm però... foglie un po' troppo glauche. A tagliare la testa al toro - una buona volta è davvero il caso di dirlo - è l'osservazione del polline: in effetti i 2 reperti presentano granuli pollinici uniti a gruppetti di 4 (angustifolia ha granuli singoli), carattere che assegna senza possibilità di dubbio i 2 reperti a T. latifolia, in aspetto decisamente inusuale. Con questo giungo alla concusione che T. angustifolia in Trentino è oggi ancor più rara di quanto sospettassi in precedenza. Controllo anche i campioni di T. laxmannii, e per fortuna mi rendo conto che qui le cose funzionano: anche lo stimma fortemente espanso conferma le segnalazioni fatte in passato, e solo una raccolta mantovana attribuita frettolosamente ad angustifolia passa con sicurezza a T. laxmannii. L'unica raccolta che possiedo di T. schuttleworthii rimane tale, per l'evidenza del carattere (colore dell'infiorescenza femminile matura). Rimane una questione che non avevo mai affrontato, ovvero la problematica T. angustifolia/domingensis (=angustifolia ssp. australis in Pignatti 82). In Müller-Doblies in Hegi II (1), III ed. trovo riferimenti a una vasta diffusione di Typha domingensis in N-Italia (pag. 307, commentando l'areale di T. angustifolia): "nell'erbario di Firenze sono presenti dal N-Italia 26 exsiccata di T. domingensis contro 3 di T. angustifolia". Inoltre, T. domingensis avrebbe un areale compatto al sud fino al margine meridionale delle Alpi. T. domingensis è una specie che in qualche modo sostituisce nelle zone calde T. angustifolia. Si tratta per altro di un'entità di dubbia autonomia (Kaspar & Krausch, Süßwasserflora...), ma che viene oggi generalmente accettata: ad es. compare in Flora Alpina, dove viene indicata per vari territori francesi ma (stranamente) in nessuna provincia del N-Italia. Anche dalla checklist di Conti et al. T. domingensis è accettata, ma appare rara: è indicata solo da Marche e Sicilia. I caratteri evidenziato da MD in Hegi e soprattutto da un articolo sul genere Typha in Corsica provvidenzialmente fornitomi da Gabriele Galasso [Jauzein P., 1990 - Le genre Typha en Corse. Candollea, Genève, 45 (1): 314-334.] non sono facilissimi: tra questi i più accessibili sono due: 1) le orecchiette alla base delle foglie cauline superiori (soprattutto la foglia più alta), presenti in angustifolia e assenti in domingensis. Questo carattere però è valido al tempo della fioritura: infatti nel corso dell'estate le orecchiette - che sono cartilaginee - si possono alterare fino a scomparire. Al tempo della fruttificazione vale invece il seguente carattere: 2) Il colore delle infiorescenze femminili mature, più chiara in domingensis e più scura in angustifolia (vedi anche Flora Alpina); quest'ultimo carattere è in relazione all'aspetto delle bratteole dei fiori femminili. Si tratta di strutture un qualche modo intermedie tra i pistilloidi e le sete, ben visibili al microscopio ottico: in domingensis hanno lamine più espanse, più chiare e con una sorta di appendice apicale e sporgono sulla superficie dell'infiorescenza, ed è questo a dare a queste ultime un colore più chiaro. In angustifolia le lamine delle bratteole sono rotonde, color ruggine scuro e sono sovrastate sulla superficie delle infiorescenze dagli stimmi, pure di colore ruggine scuro. T. domingensis avrebbe inoltre foglie un po' più glauche di T. angustifolia, ma sul secco mi pare un carattere per lo meno incerto. Purtroppo ho in erbario reperti scarsi e non sempre utilizzabili per una determinazione sicura. Tuttavia due raccolte trentine possono essere attribuite con un buon margine di certezza ad angustifolia, ad in particolare un reperto storico di Gelmi da Trento. Una raccolta invece può essere attribuirta con un buon grado di certezza a domingensis (Pastrengo, VR), mentre uno da Albenga (Liguaria) sembra pure domingensis, ma purtroppo il reperto è un po' incompleto (raccolta effettuata già in fase di disseminazione...). Per chiudere riporto che secondo Jauzein forme intermedie tra angustifolia e domingensis sembrano assai rare. Filippo _______________________________________________ Flor4 mailing list Flor4@comet.garz.net http://comet.garz.net/cgi-bin/mailman/listinfo/flor4