Aegilops geniculata/neglecta il 20 febbraio scorso avevo inviato una richiesta di aiuto riguardo la questione Aegilops geniculata/neglecta. A quella richiesta non mi risulta che ci siano state risposte: per delicatezza nei miei confronti chi sapeva delle banali differenze tra le due entità ha pensato bene di passare la cosa sotto silenzio (Heinrich, perchè hai taciuto? Troppo lavoro?). Ieri ho trovato entrambe le specie assieme in provincia di Verona a Colà (in realtà è stato l'occhio "clinico" di chi mi accompagnava a notare che le specie erano due...), e le differenze sono in effetti evidenti. Può darsi che a suo tempo io sia stato fuorviato dalla chiave di Pignatti, che mette in evidenza due caratteri entrambi errati (le reste sono ruvide in entrambe le specie, ed entrambe le specie hanno di solito due spighette fertili!!!!). Ecco quindi un confronto, basato su osservazioni di campagna (e su Flora Europaea). Ae. neglecta: glume con 3 reste, i lemmi sono dentati (non aristati), le reste delle glume sono lunghe ca. 4 cm, le spighette sterili poste al di sopra delle due spighette basali fertili formano una spiga relativamente allungata, glume esternamente pelose (peli bianchi rigidi ben visibili ad occhio nudo, lunghi ca. 0,5 mm), spighette verdi. Ae. geniculata: glume con 4 reste, i lemmi hanno un paio di reste lunghe più o meno come le reste delle glume, reste delle glume lunghe ca. 2,5 cm, le spighette sterili poste al di sopra delle due spighette basali fertili formano una spiga relativamente contratta, glume esternamente scabre per pelosità brevissima, spighette glauche. Calystegia: sto realizzando che la situazione di Calystegia per la provincia di Verona è complessa. Oltre a sepium, sono presenti entrambe le specie con brattee a margini sovrapposti (aspetto "saccato"): pulchra (corolle con fasce rosa) e sylvatica (corolla candida). Plant Crib 1998 apre la speranza di poter discriminare le tre specie anche allo stato sterile sulla base della forma dell'insenatura delle foglie, cosa che varrebbe la pena di verificare. Attenzione: Pignatti se non erro non riporta C. pulchra, che ho già rinvenuto ben insediata in Trentino (zone più calde) e - appunto - in provincia di Verona.